Stelle Nere, seconda puntata dell'8 febbraio 2014: Gigliola Guerinoni

Nel 1987, l'efferato omicidio di Cesare Brin porta alla ribalta nazionale la storia di Gigliola Guerinoni, accusata e condannata per quel delitto. Da allora la donna sarà per tutti "la mantide di Cairo Montenotte".

Sabato 8 febbraio è andata in onda su Raitre, intorno a mezzanotte, la seconda puntata di Stelle nere, dedicata all'omicidio di Cesare Brin e alla storia di Gigliola Guerinoni, da allora conosciuta come la "mantide di Cairo Montenotte". Una storia - come le altre trattate dalla trasmissione - in cui la cronaca nera è strettamente correlata a passioni, tradimenti, amori malati.

La storia prende il via dopo il rinvenimento, in una scarpata poco lontano da Savona, del cadavere di un uomo con il volto sfigurato da dei colpi di martello. È il 13 agosto del 1987, e in breve tempo si scopre che si tratta di Cesare Brin, ex proprietario di un'antica farmacia, consigliere comunale, patron della locale squadra di calcio del paese, Cairo Montenotte. Le indagini sulla morte dell'uomo, ormai in bancarotta e pieno di debiti, conducono ben presto alla compagna, Gigliola Guerinoni, rendendola famosa in poco tempo.

Ma chi è costei? La Guerinoni è una ex infermiera di Savona, sposata e madre di due figli, che ben presto lascia la famiglia per tale Ettore Geri, di 27 anni più anziano, contabile dell'azienda per cui la donna lavora. È il 1973 quando l'uomo, lasciata la moglie, si trasferisce a vivere con Gigliola, a Cairo Montenotte, utilizzando la propria liquidazione per aprire una galleria d'arte all'amante.

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Dall'unione dei due nasce anche una figlia, Soraya. Ma la serenità per la coppia dura poco, visto che Gigliola non disdegna altri amanti. In particolare, a turbare l'armonia familiare, arriva Pino Gustini, un pittore di Savona, che in breve tempo si trasferisce a vivere con Gigliola, in una stanza sopra la galleria d'arte. Al piano di sopra resta a vivere Geri insieme alla figlia Soraya, della quale si occuperà da solo.

La relazione tra Gigliola e Pino, in questo strano ménage familiare, dura oltre dieci anni, fino alla morte del Giustini nel 1986, pare per diabete. Solo dopo la sua morte si scoprirà che Gigliola anni prima lo aveva addirittura sposato, ritenendolo il più grande amore della sua vita.

Morto Pino, nella vita di Gigliola arriva Cesare Brin, che aveva una farmacia poco lontano dalla galleria d'arte della donna. Anche lui abbandona moglie e figli per la Guerinoni e si trasferisce da lei, mentre Geri e sua figlia vanno a vivere altrove.

I problemi sorgono quando Brin dilapida tutto il suo patrimonio e si riempie di debiti. È appunto il 13 agosto del 1987 quando il suo cadavere sfigurato viene ritrovato, e se in un primo tempo si pensa che l'omicidio sia dovuto ai suoi problemi economici, ben presto si fa strada l'ipotesi passionale. Le indagini portano infatti ad accertare che l'uomo è stato ucciso con un martello proprio a casa della Guerinoni, che viene arrestata e mandata a processo insieme all'uomo che le è stato sempre fedele, Ettore Geri, accusato di complicità.

La Guerinoni si è sempre dichiarata innocente, in tutti i gradi di giudizio, ma è stata comunque condannata in via definitiva a 26 anni di carcere, mentre Geri a 15. Nel processo e nelle indagini entrano in gioco altri quattro uomini, tutti ex amanti di Gigliola, che l'avrebbero poi aiutata nell'occultamento del cadavere del Brin, portandolo nella scarpata dove è poi stato ritrovato.

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