Arrestato Domenico Cutrì: era a 20 km dal luogo dell'evasione

La cattura è avvenuta a Inveruno, nell’Alto Milanese, dove risiede la sua famiglia

Sei giorni dopo la rocambolesca evasione di lunedì 3 febbraio, Domenico Cutrì è stato catturato dai Carabinieri nei pressi di Inveruno, nell’Alto Milanese, a una ventina di chilometri dal luogo della sparatoria nella quale ha perso la vita suo fratello Antonino e dove risiede la sua famiglia.

L’ergastolano, 32 anni, condannato in ergastolo come mandante dell’omicidio di un polacco che aveva insidiato la sua compagna, era fuggito dal tribunale di Gallarate (Va) lunedì scorso, intorno alle 15, quando un gruppo armato era entrato in azione davanti al tribunale di Gallarate dove l’ergastolano doveva sostenere un processo per truffa.

Del commando facevano parte, oltre al fratello Antonino, 30 anni, anche il fratello Daniele, 23 anni, e quattro componenti fermati in un covo allestito a Cellio, in provincia di Vercelli, e un quarto a Napoli.

Si trova attualmente in carcere Carlotta Di Lauro, compagna del defunto Antonino Curtì, con l’accusa di avere fornito supporto logistico all’evasione. La donna è stata trovata in casa dei genitori ieri sera, dopo essersi resa irreperibile per tre giorni, insieme al figlio di cinque anni.

Nel corso dell’assalto di lunedì due agenti di polizia erano rimasti feriti ed erano stati ricoverati all’ospedale di Gallarate per accertamenti: il primo era stato spinto giù dalle scale mentre accompagnava Cutrì dall’aula di tribunale al furgone, l’altro era stato danneggiato con uno spray urticante dai banditi.
Domenico Cutrì, residente a Legnano, era stato condannato all’ergastolo per l’uccisione del polacco Kobrzeniecki, avvenuta a Trecate (No) ed aveva già tentato la fuga dal carcere di Saluzzo (Cn) insieme ad altri detenuti.

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