Licola, vicina l’identificazione del cadavere dato alle fiamme

Nessun dubbio che la vittima sia stata uccisa con un colpo di pistola alla testa e successivamente lasciata bruciare nel bagagliaio dell’automobile.

Manca ancora la conferma del DNA, ma tutto fa pensare che l’uomo trovato morto ieri a Licola, in provincia di Napoli, sia il 32enne Antonio Iavarone, padre di due figli, al momento irreperibile.

L’uomo, secondo quanto reso noto dagli inquirenti, è il convivente della figlia del 45enne a cui risulta intestata la vettura data alle fiamme in cui il corpo è stato rinvenuto.

Nessun dubbio che la vittima sia stata uccisa con un colpo di pistola alla testa e successivamente lasciata bruciare nel bagagliaio dell’automobile. In attesa dell’esame del DNA, a fugare ogni dubbio potrebbe pensarci il numero di matricola impresso sulla protesi che la vittima aveva a una delle gambe.

Antonio Iavarone, lo riferiscono i parenti, in passato era stato sottoposto a un intervento chirurgico alla gamba. A questo si aggiunge un altro particolare: dell’uomo si è persa ogni traccia giovedì pomeriggio, poche ore prima del ritrovamento del corpo in via Ripuaria, a due passi da un bar.

Da chiarire anche il movente del delitto. Anche se tutto fa pensare a una matrice camorristica, lascia perplessi il fatto che il killer abbia abbandonato l’arma utilizzata sul luogo del delitto, un revolver 357 Magnum che è al momento in possesso degli inquirenti.

Le indagini proseguono senza sosta, così come gli interrogatori di familiari e amici di Antonio Iavarone.

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