‘Ndrangheta, suicidio Maria Concetta Cacciola: arrestate cinque persone

Oggi i carabinieri di Reggio Calabria hanno arrestato cinque persone, accusate di aver tormentato la giovane collaboratrice di giustizia e aver favorito le cosche Bellocco e Cacciola.

Nuova ondata di arresti nelle indagini avviate dalla Procura di Reggio Calabria in seguito al suicidio di Maria Concetta Cacciola, testimone di giustizia di 31 anni deceduta il 20 agosto 2011 a Rosarno, Reggio Calabria, dopo aver ingerito dell’acido muriatico nel bagno della sua abitazione.

Nel febbraio 2012 a finire in manette erano stati i due genitori della giovane, figlia del cognato del boss della 'ndrangheta Gregorio Bellocco e moglie di Salvatore Figliuzzi, accusati di maltrattamenti in famiglia per aver tentato in ogni modo, anche con minacce, di convincere Maria Concetta a ritrattare le dichiarazioni rese alle autorità.

Oggi i carabinieri di Reggio Calabria hanno arrestato cinque persone, accusate di aver tormentato la giovane collaboratrice di giustizia e al tempo stesso aver favorito le cosche Bellocco e Cacciola. Tre destinatari della nuova ordinanza sono i tre familiari della giovane il padre Michele Cacciola, il fratello Giuseppe e la madre Anna Rosalba Lazzaro - che si trovano ancora in carcere dopo la condanna della Corte D’Assise di Palmi nel luglio scorso.

A finire in manette sono stati anche due avvocati vicini alla famiglia di Maria Concetta Cacciola. Per tutti e cinque le accuse sono pesanti: concorso in maltrattamenti in famiglia e in violenza privata, aggravati dall'avere favorito un sodalizio mafioso, e concorso in violenza o minaccia per costringere a commettere un reato e concorso in favoreggiamento personale, sempre con l'aggravante mafiosa.

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