Clan dei Casalesi: sequestrati beni per 3 milioni di euro

Gli imprenditori oggetto dei provvedimenti di sequestro sono ritenuti vicini al boss Michele Zagaria, detenuto al 41 bis.

Beni per complessivi 3 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Direzione investigativa antimafia di Napoli (Dia) che questa mattina ha eseguito altrettanti decreti emessi dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) apponendo i sigilli a immobili e società di tre presunti membri del clan dei Casalesi.

Un primo provvedimento di sequestro ha colpito Vincenzo Abbate, 60 anni, ritenuto vicino al gruppo del super boss Michele Zagaria, arrestato a dicembre del 2011 dopo 16 anni di latitanza. Abbate, imprenditore nel settore del calcestruzzo, nel 2006 venne già arrestato per l'accusa di associazione mafiosa. Oggi gli sono state sequestrate tre società nel Casertano, due delle quali nel settore immobiliare e degli autotrasporti.

Gli altri due soggetti destinatari del provvedimento eseguito dalla Dia sono Giuseppe Granata, 50enne ritenuto anche lui legato a Zagaria, e Pasquale Fontana, 52 anni, detto "o ragioniere": l'uomo è cugino di primo grado del boss,

Granata, imprenditore edile già indagato per associazione camorristica nel 2002, secondo gli inquirenti avrebbe fornito al clan supporto logistico in cambio di appalti. Gli è stato sequestrato un immobile (a Teverola) così come a Fontana, che secondo gli inquirenti si è sempre occupato invece di lavare e investire il denaro frutto delle attività illecite del clan nelle regioni del Nord acquistando, attraverso imprenditori prestanome, fabbricati e immobili.

(Nel video l'arresto del super latitante Michele Zagaria).

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