Ergastolano evaso a Gallarate, fermati quattri presunti complici

Gli inquirenti sospettano che i tre siano coinvolti proprio nel blitz che lunedì ha portato alla fuga del 32enne.

12.30: una quarta persona è stata fermata questa mattina a Napoli in relazione alla fuga di Domenico Cutrì. Si tratta di un pregiudicato napoletano da tempo residente nell’hinterland milanese, al pari degli altri tre fermati questa mattina dopo che gli inquirenti sono stati in grado di raccogliere “gravi indizi di colpevolezza” nei loro confronti.

Sono state fermate oggi le tre persone interrogate in queste ore in relazione alla fuga di Domenico Cutrì, l’ergastolano calabrese di 32 anni, fatto evadere quattro giorni fa dal furgone della polizia penitenziaria di Gallarate.

I tre, residenti nella zona dell’hinterland milanese, proprio dove vive la famiglia di Cutrì, sono stati interrogati per tutta la notte, sospettati di aver in qualche modo favorito la fuga dell’ergastolano. Stamattina, in seguito a quanto emerso dall’interrogatorio, è stato disposto il loro fermo.

Gli inquirenti sospettano che i tre siano coinvolti proprio nel blitz che lunedì ha portato alla fuga del 32enne e alla morte del fratello Nino, a cui secondo quanto ricostruito sarebbe partita l’idea dell’assalto.

Cutrì, difeso dall’avvocato Giulia Bongiorno, fu condannato all'ergastolo in primo e secondo grado per l’omicidio del giovane polacco Luckasz Kobrzeniecki, ucciso il 16 giugno 2006 a Trecate, in provincia di Novara. Il giovane è ancora latitante, ma il cerchio intorno a lui si sta stringendo giorno dopo giorno.

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