'Ndrangheta, appalti pubblici in mano ai clan: 11 arresti a San Luca

L'operazione "L'Italia che lavora" dei carabinieri. In manette anche tre imprenditori.

Le mani della ‘ndrangheta sugli appalti pubblici banditi dal comune di San Luca. Sono 11 le ordinanze di custodia cautelare emesse questa mattina dalla direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, a carico di altrettante persone. In manette sono finiti presunti affiliati e prestanome di quelle che sono ritenute le più potenti famiglie mafiose del piccolo centro del reggino.

Il comune di San Luca è stato stato sciolto a maggio 2013 per infiltrazioni 'ndranghetistiche, il sindaco Sebastiano Giorgi venne stato arrestato lo scorso dicembre con l’accusa di associazione mafiosa (nel video di Telecosenza).

Le indagini che hanno portato agli arresti odierni, tra cui quelli di tre imprenditori, erano iniziate nel lontano 2005 ad opera della locale stazione dei carabinieri; nell’inchiesta denominata L’Italia che lavora sono poi confluite le risultanze investigative di precedenti operazioni dell'Arma dei carabinieri (da Crimine fino a Metano).

Gli inquirenti sono convinti di aver sgominato il cartello criminale che per 10 anni si è spartito gli appalti pubblici a San Luca. Gli indagati esercitavano infatti una forte pressione mafiosa sugli amministratori del Comune imponendo l’aggiudicazione degli appalti a ditte legate ai clan Mammoliti, Pelle, Nirta e Romeo.

I nomi degli arrestati - che devono difendersi dalle accuse di associazione mafiosa, concorso in illecita concorrenza con minaccia o violenza aggravata, frode nelle pubbliche forniture e furto di inerti - sono: Mammoliti Francesco, 65 anni, Cosmo Antonio, 29, Cosmo Domenico, 55 anni, Cosmo Giuseppe, 36, Costanzo Domenico, 38 anni, Cosmo Antonio, 69 anni, Cosmo Francesco, 64 anni, Nirta Antonio, 58 anni, Pelle Domenico, 38 anni, Stipo Francesco, 65, e Stipo Antonio, di 31 anni.

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