Delitto di Garlasco, parla Alberto Stasi: “So di essere innocente, temo solo un errore giudiziario”

Il prossimo 9 aprile, davanti alla terza corte d’assise d’appello di Milano, si aprirà il processo bis disposto dai giudici della Cassazione.

A pochi mesi dall’inizio del nuovo processo d’appello per l’omicidio di Chiara Poggi, Alberto Stasi si confessa in un’intervista al Corriere e parla, tra le altre cose, della recente scomparsa di suo padre, scomparso il giorno di Natale.

La morte del genitore, che gli è sempre stato vicino in questo lungo calvario giudiziario, secondo Stasi sarebbe da attribuire proprio alla sofferenza e allo stress accumulati nel corso di questi anni:

Io sono convinto che la malattia autoimmunitaria che l’ha portato via in pochi giorni sia legata a tutta la sofferenza e lo stress che ha vissuto in questi anni. Ci sono molti studi scientifici che collegano le malattie a situazioni che una persona ritiene ingiuste e lui era devastato psicologicamente dalle accuse contro di me. Sono assolutamente certo che tutto questo lo abbia fatto ammalare nel fisico oltre che nello spirito.

Il prossimo 9 aprile, davanti alla terza corte d’assise d’appello di Milano, si aprirà il processo bis disposto dai giudici della Cassazione il 18 aprile dello scorso anno e il rischio di una nuova condanna è più che concreto.

Gli argomenti contro di me sono sempre gli stessi. Non li ho mai temuti e non c’è ragione di temerli adesso. Sono stato scarcerato da un giudice e sono stato assolto in primo e in secondo grado. Adesso, come le altre volte, torno davanti alla Corte con la coscienza pulita di chi non ha fatto niente. E in più ho in tasca anche l’assoluzione per l’altro processo.

L’altro processo di cui parla Stasi è quello per detenzione di materiale pedopornografico, che lo ha visto assolto in Cassazione dopo una condanna in primo e secondo grado:

Anche lì: ho vissuto quell’infamia per anni e alla fine sono stato assolto perché il fatto non sussiste. Si rende conto di cosa significa portare addosso l’etichetta del presunto pedofilo? Tante congetture, tante parole e alla fine niente: si sono finalmente accorti che sul mio computer quelle immagini non c’erano mai state. Se penso a mio padre che è morto senza vedermi scagionato per sempre da quell’infamia.

Alberto Stasi, poi, ha parlato anche di Chiara Poggi e della sua famiglia che ha deciso di rompere i ponti con lui e continua a non voler avere nulla a che fare con lui, ma quello che più teme è il verdetto del nuovo processo:

Vivo tutto questo con una paura enorme, non perché ho fatto qualcosa di male ma per i possibili errori giudiziari che un processo come questo può generare. Del resto non sarebbe la prima volta...per me sarebbe una vita annientata, azzerata.

La prima udienza, lo ricordiamo, è fissata per il prossimo 9 aprile.

  • shares
  • Mail