Violenza sessuale, arrestato il falso pentito Vincenzo Scarantino

Arrestato dopo la puntata di Servizio Pubblico


Ieri sera era stato ospite in studio di Servizio Pubblico, per parlare delle sue rivelazioni sull'attentato di via D'Amelio e sui rapporti tra Stato e mafia. Ma Vincenzo Scarantino non ha fatto in tempo a rientrare a casa perché, sulla via del ritorno, è stato fermato da una volante della polizia che l'ha arrestato. L'arresto però non ha niente a che vedere con il passato mafioso di Scarantino, bensì con un'accusa di violenza sessuale.

Nei confronti di Scarantino è stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare dal gip di Torino perché il 5 novembre del 2013 abusò di una disabile maggiorenne in una comunità protetta del capoluogo piemontese. Il pentito si trovava nella struttura per sostituire un suo amico educatore e lì avrebbe approfittato di una donna con gravi problemi per abusare sessualmente di lei. La mobile di Torino, dopo la querela dei familiari della vittima, ha eseguito le indagini ed è risalita a Scarantino dopo la testimonianza di vari collaboratori della struttura, dove lavorava con un altro nome. A Scarantino è stata contestata l'aggravante di "abuso di autorità".

Racconta Il Fatto Quotidiano, che al termine di Servizio pubblico, Scarantino stava tornando in albergo a bordo di un’auto con autista della produzione, ma fuori dagli studi di Cinecittà, all’angolo fra via Lamaro e Tuscolana, lo aspettavano due volanti e tre auto civetta. Scarantino è stato prima portato al posto di polizia per prendere le impronte, poi riportato in albergo e infine tratto in arresto in Questura. Scarantino, spiegano fonti giudiziarie, era irreperibile da due mesi, e questo spiega la tempistica dell'arresto, definita "sospetta" dallo staff di Servizio Pubblico.

Scarantino è salito all'onore delle cronache per essersi autoaccusato della strage di Via D'Amelio, salvo poi ritrattare tutto. Ieri sera in televisione, con il volto coperto da una maschera, ha spiegato di essere stato torturato e costretto a mentire. In particolare, ha accusato l'ex questore di Palermo Arnaldo La Barbera (morto nel 2002) di avergli estorto la confessione, ma non ha spiegato chi fosse il "falso suggeritore", come lo ha definito.

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