Amanda Knox: "è una persecuzione". Ritirato il passaporto a Sollecito

Le reazioni dopo la nuova condanna di Sollecito e Knox che ha ribaltato la sentenza emessa dalla corte d'appello di Perugia

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Non piange Amanda Knox dopo la sentenza che l’ha ri-condannata per il delitto di Perugia. Niente lacrime che erano invece scese, ma di gioia, dopo l’assoluzione di secondo grado. L’appello bis di Firenze ha però ribaltato la sentenza e lei e l’ex fidanzato Raffaele Sollecito sono stati riconosciuti nuovamente colpevoli dell’omicidio di Meredith Kercher, uccisa nella notte tra l'uno e il 2 novembre del 2007. Amanda ha preso 28 anni e mezzo, 2 anni e sei mesi in più della prima condanna per aver accusato ingiustamente Patrick Lumumba. Raffaele 25, scontati i ricorsi, già annunciati dai legali.

La Knox ha seguito l’ultima udienza di ieri da casa della madre a Seattle:


Sono terrorizzata e intristita da questo verdetto ingiusto. Essendo stata riconosciuta innocente in precedenza, mi aspettavo di meglio dal sistema giudiziario italiano. Le prove e il teorema accusatorio non giustificano un giudizio di colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio. Piuttosto, nulla è cambiato. C’è sempre stata una chiara mancanza di prove. Io e la mia famiglia abbiamo sofferto enormemente per questa persecuzione sbagliata.

Poi Amanda passa all’attacco vero e proprio:


Questa storia ormai è fuori controllo. E la cosa che mi dà più fastidio è che poteva essere evitata. Io mi appello alle autorità perché pongano rimedio ai problemi che hanno pervertito il corso della giustizia, e sprecato risorse preziose del sistema: una procura troppo zelante e intransigente, una investigazione segnata dal pregiudizio e la strettezza mentale, la mancanza di volontà di riconoscere gli errori, l’attenzione prestata a testimoni e prove non affidabili, l’assassinio del mio carattere, l’inconsistenza del teorema accusatorio, le tecniche coercitive e controproducenti di interrogatorio, che hanno prodotto confessioni inaccurate.

E ancora:

Una condanna sbagliata è orribile per chi la subisce, ma è anche terribile per la vittima, la sua famiglia e la società. 

È un’Amanda furiosa, ma che se non altro ha fatto in tempo a riparare in America. Per lei non è stato emesso nessun provvedimento in quanto, come spiegato dai giudici, si trova "legittimamente nel suo Paese di origine".

Per il fratello di Meredith, ieri in aula con la sorella (nella foto) e il resto della famiglia:

Questi sette anni sono stati difficili e dolorosi. Tra giudizi cautelari e di merito, sono più di 40 i magistrati che si sono convinti della colpevolezza di Sollecito e della Knox. Solo quelli della corte d’appello di Perugia si erano convinti del contrario.

Intanto stamattina a Raffaele Sollecito è stato notificato il divieto di espatrio, con un piccolo giallo poi chiarito dalla questura di Udine. Dopo la sentenza Sollecito era tornato a Oderzo (TV), dove abita, per poi andare con un’amica per qualche ora in Austria. Raffaele ha poi passato la notte in un albergo a Venzone, vicino a Udine: qui la polizia lo ha svegliato di buon ora per il ritiro del passaporto.

(Nel video la requisitoria del procuratore generale di Firenze nel processo d'appello bis).

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