Fabiana Luzzi aggredita e data alle fiamme: il fidanzato scarcerato dopo due tentati suicidi

Il giovane, reo confesso, ha tentato due volte il suicidio. La prima volta il 10 gennaio scorso, poi qualche giorno fa: in entrambi i casi ha cercato di impiccarsi.

carcere italiano

Davide M., il 18enne arrestato nel maggio scorso con l’accusa di aver ucciso la fidanzatina Fabiana Luzzi, aggredita a coltellate e data alle fiamme il 26 maggio 2013 a Corigliano Calabro, è stato scarcerato.

La decisione è stata presa dal Tribunale dei minorenni di Catanzaro che hanno ritenuto opportuno trasferirlo in una clinica per per tentare di salvarlo dalla condizione di grave prostrazione psicologica in cui è precipitato.

Il giovane, reo confesso, ha tentato due volte il suicidio. La prima volta il 10 gennaio scorso, poi qualche giorno fa: in entrambi i casi ha cercato di impiccarsi ed è stato salvato grazie al repentino del personale di polizia penitenziaria.

Davide, secondo quanto riferiscono dagli ambienti carcerari, si sarebbe reso conto solo adesso di quanto commesso e sarebbe in preda al rimorso - ha rivelato di aver ucciso Fabiana dopo un rifiuto della giovane - al punto da decidere di togliersi la vita.

Il rischio che possa provare una terza volta è molto alto e per questo si è deciso di affidarlo alle cure e alla sorveglianza di una struttura specializzata.

Fabiana, lo ricordiamo, fu uccisa in seguito a una discussione. Davide, temendo che la loro relazione fosse finita, ha convinto la 16enne a seguirlo in un casolare isolato in contrada Chiubbica e lì l’ha aggredita a coltellate prima di cospargerla di benzina e darla alle fiamme mentre era ancora viva.

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