Fratellini morti nell'incendio a Ono S. Pietro: il padre finisce in carcere

L’uomo aveva minacciato più volte l’ex moglie e i figli, ma nemmeno dieci denunce e un ordine restrittivo sono riusciti a evitare la tragedia.

Pasquale Iacovone

E’ uscito dal centro riabilitativo in cui era ricoverato dal luglio dello scorso anno ed è finito direttamente in carcere con accuse pesantissime: incendio doloso e duplice omicidio aggravato dalla premeditazione e dal rapporto di parentela con le vittime.

Si tratta di Pascale Iacovone, il 40enne che il 16 luglio 2013 narcotizzò i due figli di 9 e 12 anni e diede fuoco alla sua abitazione, uccidendoli e tentando di togliersi la vita nello stesso modo. Non ci riuscì e finì ricoverato in gravissime condizioni nel reparto grandi ustionati dell’ospedale di Padova.

Iacovone, anche grazie al racconto della ex moglie, madre dei due bimbi rimasti uccisi, fu indagato fin da subito in relazione alla morte dei due giovanissimi e si stava soltanto attendendo che si rimettesse per rinchiuderlo in carcere.

Le condizioni dell’uomo sono migliorate pian piano ed era da poco stato trasferito in un centro riabilitativo di Cremona quando gli agenti sono giunti ad arrestarlo. Le accuse sono quelle che gli venivano contestate fin dal principio: duplice omicidio aggravato e incendio doloso.

Alla base del folle gesto, lo ricordiamo, l’incapacità dell’uomo di accettare la fine della sua relazione con Enrica Patti, madre dei due piccoli. L’uomo aveva minacciato più volte l’ex moglie e i figli, ma nemmeno dieci denunce e un ordine restrittivo sono riusciti a evitare la tragedia.

Foto | Facebook

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