Operazione contro il clan Contini: indagato l’ex capitano giallorosso Giannini

Calcio e camorra: "Il Principe" è accusato di frode sportiva con l'aggravante della finalità mafiosa

Giuseppe Giannini of Italy celebrates scoring the winning goal

Tra gli indagati nell'inchiesta contro il clan di camorra Contini che oggi ha portato all'arresto di 90 persone, c’è anche l'ex capitano giallorosso Giuseppe Giannini, 50 anni. L’ex numero 10 della Roma, amatissimo dai tifosi giallorossi, e centrocampista della nazionale, è accusato di frode sportiva con l'aggravante della finalità mafiosa.

I fatti contestati risalgono alla stagione calcistica 2008/2009 del campionato di Lega Pro, girone B, quando Giannini allenava la squadra pugliese del Gallipoli.

Bene, secondo i pm della procura capitolina Salvatore e Ivano Righi, padre e figlio, ritenuti intermediari dei soldi sporchi riciclati a Roma dal clan Contini, si sarebbero spesi per convincere dei calciatori del Real Marcianise (Caserta) a perdere la partita di ritorno contro il Gallipoli affinché alla squadra pugliese fosse assicurata la promozione in serie B. E così fu.

Gli inquirenti sostengono che i Righi sarebbero riusciti nel loro intento proprio grazie a un accordo fatto sottobanco con Giannini e con l’allora direttore sportivo della squadra pugliese, Luigi Dimitri, pure lui indagato. L’intesa sempre secondo l'accusa, prevedeva la consegna di 50mila euro ai calciatori del Marcianise. Il premio per perdere.

Giannini attualmente ricopre il ruolo di allenatore della nazionale di calcio del Libano.
 

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