Delitto di Garlasco, appello bis al via il 9 aprile: Alberto Stasi di nuovo alla sbarra

Dopo la decisione della Cassazione dello scorso aprile il nuovo procedimento contro Stasi che si terrà a porte chiuse.

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Il prossimo 9 aprile si terrà la prima udienza del processo d'appello bis a carico di Alberto Stasi, dopo che la Cassazione ha annullato l’assoluzione che era stata confermata in secondo grado per rivalutare tutti gli indizi raccolti nelle indagini sull'omicidio di Chiara Poggi.

Stasi rimane il solo imputato per il delitto della fidanzata massacrata il 13 agosto 2007 con un oggetto contundente, mai ritrovato, nella sua villetta di via Pascoli a Garlasco (Pavia). La ragazza era sola in casa, i genitori erano partiti per le vacanze.

Il processo si terrà a porte chiuse. Stasi sarà giudicato dalla terza corte d'assise d'appello di Milano, i giudici togati Barbara Bellerio ed Enrico Scarlini saranno affiancati dai giurati popolari.

Stasi sarà di nuovo alla sbarra e dovrà rivivere quello che ha più volte definito un "incubo" cioè difendersi dall’accusa di aver barbaramente ucciso Chiara. Ad aprile scorso la cassazione aveva chiesto di procedere all'assunzione delle eventuali ulteriori prove considerate rilevanti per la decisione e non ammesse nei primi due gradi di giudizio: cioè l'esame della bicicletta nera vista sotto casa di Chiara la mattina dell’omicidio (Stasi ne aveva un simile) e il capello trovato in mano della vittima.

Gli ermellini avevano inoltre chiesto nuove verifiche sulle richieste istruttorie risultate incomplete, come i due gradini della scala in fondo alla quale Chiara è stata trovata cadavere esclusi dalla simulazione sulla camminata del killer. Andranno anche rivalutati tutti gli elementi già acquisiti, ma:

"applicando i criteri di valutazione della prova indiziaria, seguendo un corretto e compiuto percorso metodologico".

Ricordiamo che qualche giorno fa Stasi è stato assolto dalla Cassazione per detenzione di materiale pedopornografico, un elemento che secondo l'accusa poteva costituire il movente dell’omicidio e che ora, dopo le condanne nei due precedenti gradi di giudizio, viene meno.

Foto © TMNews

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