Delitto di Perugia, Amanda Knox: “lotterò per la mia innocenza fino alla Corte Suprema”

La studentessa americana teme una nuova condanna e si dice pronta a lottare fino alla fine per provare la propria innocenza.

Sollecito-Knox nuovo processo

Il momento della nuova sentenza di appello si sta avvicinando e Amanda Knox, che rischia una condanna a 30 anni di carcere, torna a parlare e lo fa in un’intervista al TG1, ribadendo per l’ennesima volta la sua innocenza.

non c'è una prova che io sono stata là quando è successo. E' pacifico. Io non c'ero. L’accusa si basa su certe supposizioni che non hanno fondamento e soprattutto sulla supposizione che sono un mostro. Non sono così, non sono mai stata così.

La studentessa americana, rientrata in patria dopo la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte d’Appello di Perugia nell’ottobre 2011, teme comunque una nuova condanna e si dice pronta a lottare fino alla fine per provare la propria innocenza:

Attenderò la sentenza a casa di mia madre e se condannata lotterò per la mia innocenza fino alla Corte Suprema.

A proposito di cosa sarebbe accaduto quella tragica notte del 1° novembre 2007, quando Meredith Kercher fu uccisa, Amanda Knox ha dichiarato:

Non ho mai avuto un'esperienza del genere. Quando ho visto il sangue ho pensato ‘forse è strano’. Non ho mai pensato che qualcuno fosse stato ucciso. […] Sicuramente Rudy Guede c'era quella sera, non è mai stato in casa mia. Sul Dna in quella stanza non c'è altra spiegazione. Ci sono le sue impronte nel sangue di Meredith, le impronte delle sue scarpe nel sangue di Meredith. Questi sono fatti pacifici.

La prossima udienza calendarizzata, lo ricordiamo, è quella del 20 gennaio, quando sarà la volta delle repliche. Poi, il 30 gennaio, dopo la fine delle repliche, i giudici entreranno in camera di consiglio e usciranno, probabilmente nel tardo pomeriggio, con l’attesa sentenza.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail