Stalking a Monica Leofreddi, il giudice: "molestata e intimidita"

La conduttrice televisiva: "L'incubo non è finito, l'uomo è ancora in libertà".

L'uomo condannato il 4 febbraio scorso per stalking nei confronti della conduttrice televisiva Monica Leofreddi, Goffredo Imperiali di Francavilla:


"Ha mantenuto nel tempo e con assoluta continuità un atteggiamento molesto e minaccioso. Inizialmente più timido, il suo comportamento, con un'allarmante progressiva escalation, è stato sempre più intimidatorio, con frequenza praticamente quotidiana".

Il tribunale monocratico di Roma ha inflitto all'uomo un anno e mezzo di reclusione senza la concessione delle attenuanti generiche.

Nelle motivazioni della sentenza rese note oggi il giudice Angelo Giannetti ha spiegato che l'imputato, nobile decaduto dell'aristocrazia napoletana:

"Con le sue condotte reiterate ha determinato nella persona offesa uno stato di ansia tale da costringerla anche ad alterare le sue abitudini".

Monica Leofreddi e la sua famiglia dal 2010 hanno dovuto subire:

"una perseverante e reiterata intrusione nella sfera individuale, con un grado di invasività tale da subire uno stravolgimento della psiche e della stessa organizzazione della quotidianità".

Quanto raccontato dalla conduttrice tv durante il dibattimento, e con le lacrime agli occhi, secondo il giudice:

"è risultato preciso, dettagliato, coerente e sincero, pienamente credibile in tutti i suoi aspetti. La persona offesa ha ribadito di avere più volte patito molti fastidi a causa delle condotte dell'imputato, di avere all'inizio tentato di difendersi usando alcuni accorgimenti per così dire bonari, di essersi sottoposta, assieme al compagno, ad un percorso terapeutico, finendo poi per abbandonare la propria abitazione e vivere per un lungo periodo in albergo"

Il legale della Leofreddi, l'avvocato Sonia Battagliese, commenta così:

"È una sentenza che va rispettata anche se io avrei gradito l'applicazione di una misura cautelare, come ad esempio un obbligo di soggiorno o di dimora, perché l'imputato deve capire il disvalore della condotta commessa. Ogni volta che parliamo di stalking, diciamo che lo Stato deve tutelare le donne e, più in generale, le vittime di queste molestie. Nel caso specifico, abbiamo a che fare con un uomo che, seppur condannato, è libero di circolare e fare quello che vuole. E la Leofreddi continua a vivere nel terrore che l'imputato si ripresenti nella sua vita. A che cosa serve allora denunciare e fare esposti se poi i responsabili non vengono messi nella condizione di comprendere dove hanno sbagliato attraverso l'adozione di provvedimenti più incisivi?"

La conduttrice a Visto di questa settimana confessa infatti d'avere ancora paura: "l'incubo non è finito" dato che l'uomo condannato in primo grado per averla perseguitata è tuttora "in libertà".

Monica-Leofreddi stalkerata

Stalking, la conduttrice tv Monica Leofreddi: “da quattro anni non vivo più”


17 gennaio 2014. Piange in aula Monica Leofreddi, la nota conduttrice tv oggi sentita in tribunale a Roma nell’udienza del processo che la vede vittima di stalking:


"Da quattro anni la mia vita è come paralizzata. Non auguro a nessuno quello che sto provando. Ho a che fare con una persona la cui esistenza, 24 ore al giorno, è incentrata a seguire tutti gli aspetti della mia, sotto forma di protezione e amore che possono trasformarsi in odio. Io sono anni che non vivo più sono anni che non sono più nessuno".

Alla sbarra c'è il presunto stalker Goffredo Imperiali di Francavilla, nobile decaduto dell'aristocrazia napoletana che secondo l’accusa dal 2010 avrebbe reso la vita della Leofreddi un inferno.

L'imputato, presente in aula, ha ascoltato con attenzione quanto detto dalla conduttrice televisiva:


"Ho dovuto cambiare abitazione per poter proteggere i miei due figli. C'è una persona che da anni mi segue, che sa tutto di me, che mi aspettava sotto casa ed era riuscita ad entrare in quella dei miei spacciandosi per il mio commercialista. Quel signore è una persona lucidissima e preparata: ha saputo ottenere i miei dati bancari, ha chiesto informazioni ai negozianti del quartiere e si è fatto prendere sul serio persino dal tribunale dei minori".

Imperiali era riuscito pure a chiedere il riconoscimento della paternità del primo figlio della Leofreddi:

"Ricordo quando sono stata convocata dal giudice minorile che mi chiese perché non facevo vedere mio figlio al presunto padre: in quel momento ho avuto davvero paura perché mi sembrava che la giustizia tutelasse più le follie di uno stalker e ignorasse, invece, le mie ripetute denunce. Mio padre è morto senza che potesse vedere i mie bambini perché on potevo portarglieli: l'imputato stava sempre nei paraggi e ringrazio i carabinieri che mi sono stati molto vicini".

Le dichiarazioni di Monica Leofreddi, difesa dall'avvocato Sonia Battagliese, sono state confermate dalla madre e dal marito della donna.

Quest’ultimo amareggiato ha ammesso:

"la nostra vita è cambiata, ora cerco di fare in modo che mia moglie non sia mai sola in casa o in strada quando ha con sé i bambini".

L’imputato a sua volta ha chiesto di poter ribattere, ma la parola gli è stata tolta in meno di cinque minuti visto il suo divagare. La prossima udienza del processo si terrà nel mese di febbraio.

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