Dian Fossey, barbaramente uccisa nel 1985: un giallo lungo 28 anni

DianFossey

Oggi Google celebra l’82esimo compleanno di Dian Fossey, la zoologa americana che ha dedicato 18 anni di vita allo studio dei gruppi di gorilla di montagna a Karisoke, in Ruanda e alla loro protezione contro il bracconaggio.

Se la sua straordinaria vita e il suo profondo impegno sono noti a tutti, grazie anche al film Gorilla nella Nebbia con Sigourney Weaver e alla biografia ufficiale scritta da Farley Mowat, la sua morte è ancora avvolta dal mistero. La studiosa fu barbaramente uccisa la sera del 26 dicembre 1985 nella sua capanna sui Monti Virunga, in Ruanda.

Qualcuno si è introdotto nella capanna e l’ha massacrata con una panga, un arnese locale usato dai bracconieri per uccidere i gorilla una volta caduti in trappola. Cosa sia accaduto esattamente non è mai stato chiarito, ma sembra certo che Dian abbia cercato di difendersi, arrivando a caricare la propria arma senza però riuscire nell’intento.

Il corpo senza vita della donna fu ritrovato il giorno successivo e l’ipotesi della rapina finita in tragedia restò in piedi per appena poche ore. La capanna era stata messa a soqquadro, ma gli oggetti di valore non erano stati toccati, così come le centinaia di dollari in possesso di Dian e l’attrezzatura fotografica di sua proprietà.

In seguito all’omicidio di Dian, il suo interno staff fu arrestato con l’accusa di complicità nel delitto, ma furono tutti rilasciato poco dopo ad eccezione di Rwelekana, licenziato dalla donna pochi mesi prima di essere uccisa, trovato morto in carcere.

Wayne McGuire, l’ultimo assistente di Dian, fu condannato per quell’omicidio, ma era già tornato negli Stati Uniti e, in assenza di un trattato di estradizione tra gli USA e il Ruanda, non sconterà la sua condanna a meno che non faccia ritorno nel Paese. La sua colpevolezza, però, non è mai stata accertata da prove e sono in molti a credere alla sua innocenza.

Le teorie sull’omicidio della donna sono tante e tra le più accreditate c’è quella secondo la quale a uccidere Dian sarebbe stato qualcuno che non aveva alcun interesse nella salvaguardia dei gorilla e vedeva nell’attività di Fossey un ostacolo alla crescente e redditizia attività turistica della regione.

C’è anche chi ipotizza addirittura un coinvolgimento delle alte sfere del Governo locale, ma un collegamento in tal senso non è mai stato provato. Sembra poco probabile, però, che ad uccidere la donna siano stati dei bracconieri, di fatto ostacolati nella loro attività illegale, che avrebbero potuto agire in un qualunque momento, senza doversi introdurre nella capanna di Dian e rischiare così di farla fuggire.

A sostegno dell’ipotesi del coinvolgimento del Governo c’è anche il neurobiologo-primatologo Robert Maurice Sapolsky, che ha sottolineato come le autorità locali si siano preoccupate di accusare di quel delitto Wayne McGuire solo dopo che quest’ultimo aveva già lasciato il Paese.

Ad oggi, in ogni caso, la verità non è stata ancora accertata. Per le autorità del Ruanda il colpevole c’è, il caso è chiuso. E cosa sia davvero accaduto quella tragica continuerà a restare un mistero.

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