Camorra e politica: l'ex sindaco di Mondragone in manette

Le connessioni tra criminalità organizzata e istituzioni politiche nel casertano sembrano inestricabili, anche se qualcosa pare cambiare. Si sciolgono consigli comunali, come ad Atella, dopo analoghi provvedimenti a marzo a Marcianise e San Cipriano, si cerca di eliminare il marcio. Però ce n'è davvero tanto. Ugo Conte, ex sindaco di Mondragone, pare ne facesse parte anche lui. E' finito ora in manette nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte infiltrazioni camorristiche all'interno di Ecoquattro, l'azienda affidataria del servizio di raccolta dei rifiuti urbani in 18 comuni del casertano.

Il tribunale di Napoli ha ritenuto "attuale la pericolosità" di Conte "per la posizione apicale mantenuta nell'ambito dell'Ente territoriale, asservito agli interessi del clan La Torre". Come riporta Caserta News, l'inchiesta aveva coinvolto anche i vertici dei clan La Torre e Casalesi, il presidente del Consorzio CE/4, Giuseppe Valente, Claudio De Biasio, già direttore del Consorzio e figura del commissariato di Governo per l'emergenza rifiuti in Campania, Raffaele Chianese, ex vice sindaco di Mondragone, e gli imprenditori Gennaro Sorrentino e Giuseppe Diana.

I finanzieri di Mondragone avevano accertato sia la loro diretta partecipazione nella riscossione della tangente estorsiva di 15 mila euro mensili, versata dalla Eco Quattro alle organizzazioni malavitose, sia l'instaurazione di un regime monopolistico nel settore della commercializzazione del gas per uso domestico, aggravato dai metodi minatori mafiosi e violenti agevolati dall'appartenenza alle organizzazioni camorristiche.

Si può risolvere la questione rifiuti, con simili premesse?

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