Roma, omicidio di Daniele Fulli: 30 anni di carcere per Andrea Troisio

Andrea Troisio aveva ammesso le proprie responsabilità al momento dell'arresto. Ieri è arrivata la condanna in primo grado.


A poco più di un anno dall’omicidio di Daniele Fulli, ieri è arrivata la condanna per l’uomo arrestato poche settimane dopo in relazione a quel delitto. Andrea Troisio, tossicodipendente reo confesso di quel barbaro omicidio, è stato condannato a 30 anni di carcere per omicidio volontario aggravato dai futili motivi.

Il processo si è celebrato con rito abbreviato. Il gip ha deciso di accogliere le richieste dell’accusa, infliggendo al 33enne il massimo della pena, considerato lo sconto di un terzo previsto dalla scelta del rito.

Nel corso del procedimento sono stati ricostruiti anche il contesto e la dinamica del delitto, compiuto il 28 dicembre del 2013, ma scoperto solo il 7 gennaio dell’anno successivo, quando il corpo di Fulli fu rinvenuto sull’argine del fiume Tevere in zona Magliana.

Fulli fu massacrato a colpi di cacciavite durante un incontro occasionale con Troisio. L’uomo, in uno scatto di rabbia, si è avventato sul giovane e l’ha aggredito alle spalle colpendolo più volte con l’arma e lasciandolo agonizzante a terra, condannandolo a morte.

Roma, omicidio di Daniele Fulli: Andrea Troisio ha confessato

11.35: il movente del delitto, lo confermano gli inquirenti, sarebbe passionale. Troisio, già noto alle forze dell’ordine per droga, rapina e guida in stato d’ebbrezza, e frequentatore della comunità di recupero per tossicodipendenti della Magliana, aveva cominciato a frequentare la vittima da pochi giorni. Il delitto sarebbe avvenuto sul luogo del ritrovamento: il 32enne ha ammesso di aver ucciso Daniele subito dopo un rapporto sessuale.

11.10: Andrea Troisio, 32 anni, ha confessato di essere l’autore dell’omicidio di Daniele Fulli al termine di un lungo interrogatorio a cui è stato sottoposto dopo esser stato fermato in seguito alle testimonianze fornite agli inquirenti dagli amici e dai conoscenti della vittima.
Fondamentali per l’arresto, fanno sapere i militari, sono stati i tabulati del telefono cellulare di Daniele.

Il 28enne, secondo quanto emerso, sarebbe stato ucciso al termine di una lite. I due erano amici e sarebbe stato proprio Daniele Fulli a chiedere a Troisio un incontro. Dalle parole ai fatti il passo è stato breve: il 32enne ha impugnato un punteruolo e si è avventato contro l’amico, uccidendolo.

Poi avrebbe deciso di occultare il cadavere abbandonandolo sul ciglio del Tevere. L’arma, invece, sarebbe stata gettata nel fiume.

Fermato un uomo

C’è un primo fermo per l’omicidio di Daniele Fulli, il 28enne trovato morto due giorni fa in via della Pescaglia a Roma, in zona Magliana.

Gli agenti, dopo 48 ore di indagini, hanno fermato una persona in relazione all’omicidio del giovane parrucchiere, una persona che al momento si trova negli uffici della Squadra Mobile in attesa di essere interrogata.

Si tratterebbe di un amico del giovane, o comunque di una persona con cui Daniele aveva un appuntamento a cena la sera in cui è stato ucciso.

Maggiori dettagli saranno resi noti nelle prossime ore.

(in aggiornamento)

Foto | Facebook

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