Madre rilasciata dal carcere dopo 13 anni. Accusata per la morte della figlia, era innocente

Arriva da Buffalo, stato di New York, una terribile storia di errore giudiziario, il dramma straziante di una donna che ha trascorso 13 anni in prigione per un crimine non commesso. Il peggiore di cui potessero accusarla: lo strangolamento della figlia tredicenne. Adesso a distanza di tanto tempo, le prove forensi l'hanno scagionata, mostrando che la giovane morì per una "intossicazione acuta da cocaina". In verità le tracce di droga erano già state rinvenute al momento del primo processo, ma erano state incredibilmente giudicate ininfluenti. Ora Lynn DeJac - questo il nome della donna - punta l'indice contro l'ex fidanzato della figlia: "Non può finire così. Mia figlia non era una tossicodipendente ... Mia figlia è stata assassinata. Non vi è alcun dubbio, mia figlia è stata uccisa".

L'accusato è Dennis Donahue, già in carcere in attesa di giudizio per lo strangolamento di una donna nel 1993, e sospettato di un precedente omicidio nel '75. Non potrà però essere perseguito in ogni caso: aveva ottenuto l'immunità per testimoniare contro la DeJac nel 1993.

Lynn DeJac, uscita di prigione, sembra aver già dimenticato ciò che ha passato. Ha ottenuto giustizia per sé, ma non è quella che vuole. Vuole giustizia per sua figlia. Non si darà pace finché non sarà riabilitato il suo nome e il colpevole sarà punito. Noi non possiamo che sperarlo davvero: poter scrivere tra qualche tempo che il suo desiderio si sarà avverato.

Via | ABC News

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: