Triplice omicidio a Caselle Torinese: arrestato Giorgio Palmieri, convivente della domestica

Il 56enne ha confessato. Il movente è un tentativo di rapina. Gli inquirenti: "Fondamentale l'aiuto di Maurizio Allione".

Durante la notte tra martedì 7 e mercoledì 8 gennaio è stato fermato Giorgio Palmieri, 56enne convivente della domestica di casa Allione, Dorotea De Pippo. Secondo SkyTg24 l'uomo, un pregiudicato, ha confessato il triplice omicidio e ha detto che il movente sarebbe una tentata rapina o comunque una richiesta di denaro alla famiglia. Sono state fondamentali per individuare il responsabile le indagini dei RIS di Parma: la polizia scientifica ieri si è fermata per circa cinque ore sul luogo del triplice omicidio.

La confessione è arrivata alle prime ore della mattina, dopo un lungo interrogatorio. La strage è avvenuta venerdì sera, 3 gennaio, per ora non sembra coinvolta anche la De Pippo, fino a qualche mese fa domestica in quella casa. Palmieri conosceva bene la casa e la famiglia e ha raccontato di essere andato da loro quella sera dicendo che voleva restituire 500 euro che gli avevano prestato. I padroni di casa gli hanno offerto il caffè, poi lui ha detto che non aveva i soldi con sé e loro si sono stupiti chiedendosi dunque cosa fosse andato a fare da loro. Per guadagnare tempo ha chiesto di andare in bagno, poi quando è tornato ha compiuto la strage con un tagliacarte e ha rubato 100 euro.

Il Tenente Colonnello Domenico Mascoli, comandante del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Torino, ha detto che è stato fondamentale l'aiuto del figlio e nipote delle vittime, Maurizio Allione, che, pur non accusando nessuno, ha rivelato dei particolari che hanno condotto gli inquirenti a Giorgio Palmieri. Utili anche le intercettazioni e i tabulati telefonici. I sospetti sono sorti anche perché la De Pippo si è contraddetta più volte e la sua casa è stata perquisita.

Maurizio Allione interrogato per 13 ore, nessun indagato


Martedì 7 gennaio 2014

È ancora avvolto dal mistero il triplice omicidio avvenuto venerdì a Caselle Torinese. Emilia Dall’Orto, 93 anni, sua figlia Mariangela Greggio e il marito Claudio Allione, di 66 e 65 anni, sono stati accoltellati a morte nel loro appartamento, ma del killer ancora nessuna traccia, così come dell’arma del delitto.

Il figlio della coppia, Maurizio Allione, 29 anni, è stato interrogato per oltre 13 ore e il suo alibi è di ferro:

Non so cosa sia successo ma non sono stato io. Venerdì ho trascorso la serata in un locale con amici, c’era anche Milena, poi siamo tornati a casa e sono rimasto sempre con lei.

Milena è la fidanzata di Maurizio, anche lei sentita a lungo dagli inquirenti. I loro racconti, però, non hanno fornito elementi utili alle indagini:

Ieri sono andato in montagna con Milena da amici e pensavo di tornare domenica. Sapevo che mio padre non stava bene e allora l’ho cercato al telefono…

Nessuna risposta. Dopo vari tentativi, il giovane ha deciso di contattare una vicina di casa della sua famiglia e di chiedere a un amico di andare a verificare, spiegandogli come entrare in casa. Poi la macabra scoperta.

Il giovane ha precisato agli inquirenti che la sua famiglia non aveva nemici, non avevano mai ricevuto minacce. Solo cose di poco conto, nulla che possa spiegare un massacro del genere:

Mesi fa un vicino impresario aveva eseguito dei lavori in casa nostra e pretendeva più soldi del dovuto. Sono andato con mia madre da un amico architetto che le ha consigliato di non pagare l'ultima fattura e di far fare una perizia. E' una storia di qualche mese fa.

Poi un altra piccola cosa di poco conto, anche questa conclusa diverso tempo fa:

Ce n'è uno che ha litigato con mia madre, l'ha insultata. Lei lo ha portato in tribunale, ma lui ha pagato 200 euro e le ha chiesto scusa scrivendo una lettera. Mia madre sospettava anche che lui avesse tentato di bruciare una serra del giardino e ne avesse distrutta un'altra.

Non si esclude che il massacro possa esser stato opera di qualche malvivente, magari nel tentativo di rapinare i tre anziani. E’ sempre il figlio, però, a non credere a questa ipotesi:

Non mi risulta che i miei genitori avessero dei nemici o persone intenzionate a far loro del male, né mi avevano mai detto di avere paura o di aver subito recentemente minacce da qualcuno. Sapevo che nella zona erano avvenuti molti furti, ma la casa era protetta dai cani e dalle misure che avevano adottato i miei genitori.

Molti sono gli elementi ancora da chiarire, a cominciare con l’esatta data del decesso e la dinamica del massacro. Le indagini e gli interrogatori proseguono.

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