Detenuto si impicca in carcere a Rebibbia

La Fns Cisl del Lazio sollecita l'ammodernamento e la messa in sicurezza dei penitenziari e l'adeguamento degli organici della polizia penitenziaria al carico di lavoro reale.

Un detenuto si è impiccato nella notte dell’Epifania nel carcere romano di Rebibbia. Si tratta del secondo suicidio in carcere del 2014, dopo quello del 42enne che si è tolto la vita a Ivrea tre giorni fa.

Ne dà notizia il segretario regionale della Fns Cisl del Lazio, Costantino Massimo:

Rebibbia è un luogo dove il sovraffollamento assume un livello emergenziale. Negli Istituti Penitenziari, infatti, il numero regolamentare dovrebbe essere 1.218, quello tollerabile 1.696, mentre i presenti a Rebibbia risultano essere circa 1.700. E anche il personale, purtroppo, deve fare i conti con il numero elevatissimo di detenuti e i carichi di lavoro raddoppiati, tanto che vi sono operatori che espletano servizio in due e più posti di lavoro.

Carceri italiane che scoppiano per il sovraffollamento - 65.891 detenuti a fronte di una capienza di 47.040 posti - e personale penitenziario sottodimensionato. La Fns Cisl Lazio sollecita come sempre più urgente una vera riforma del nostro sistema penitenziario:

che preveda ammodernamento, manutenzione e messa in sicurezza delle strutture penitenziarie e che valorizzi il lavoro in un contesto ora al limite della sopportabilità, oltre ad adeguare al carico di lavoro reale gli organici della polizia penitenziaria.

Nel 2013 i suicidi nelle patrie galere, secondo i dati di Ristretti Orizzonti, sono stati 49 (contro i 60 dell’anno precedente). Lo scorso gennaio la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo condannò l’Italia per la pessima situazione del sistema detentivo e a maggio rigettò il ricorso presentato dal governo intimando al nostro Paese di porre rimedio a stretto giro. L'esecutivo ha finalmente iniziato a mettere mano all’annosa questione con il Cdm del 17 dicembre scorso che ha approvato il cosiddetto decreto carceri, un palliativo per "alleggerire" i penitenziari di circa 3mila detenuti.

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