Avellino, ex vigilante spara contro i vicini: morta la giovane Carolina Sepe

L’uomo, al termine di continui screzi con la famiglia Sepe, quella tragica domenica di quattro mesi fa uscì di casa armato di pistola fece la strage.


Non ce l’ha fatta. Carolina Sepe, la giovane di 25 anni in coma dal 25 agosto scorso, quando fu raggiunta da un colpo alla testa esploso dall’ex guardia giurata Domenico Aschettino, è deceduta stamattina all'ospedale Cardarelli di Napoli, dove era ricoverata dal giorno della sparatoria.

La giovane era in dolce attesa da dieci settimane quando il vicino di casa, Aschettino, iniziò a sparare uccidendo prima il padre di Carolina, Vincenzo Sepe, e ferendo anche la madre e il fratello e la suocera dell’uomo, deceduta in ospedale dopo due mesi di agonia.

L’uomo, al termine di continui screzi con la famiglia Sepe, quella tragica domenica di quattro mesi fa uscì di casa armato di pistola fece la strage. Subito dopo dichiarò:

Ero stato minacciato, avevo paura da giorni. Volevo chiudere definitivamente i conti con Vincenzo Sepe, ma poi ho perso la testa e ho cominciato a sparare all'impazzata.

Le condizioni della giovane era parse disperate fin dai primi istanti e si è temuto a lungo che la gravidanza fosse a rischio. Qualche giorno fa, dopo quattro mesi di coma e di monitoraggio continuo della situazione, i medici decisero di intervenire a far nascere la piccola tramite parto cesareo.

La piccola, seppur prematura, è in buone condizioni e si trova ancora ricoverata in ospedale. Domenico Aschettino, invece, si trova ancora in carcere, accusato di omicidio aggravato e tentativo di omicidio aggravato.

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