India: lei lo cancella da Facebook, lui le getta in faccia acqua bollente

Uno studente di college si è vendicato così dello sgarbo subito da parte di una quindicenne, figlia di un professore

Non è stata la ribellione a uno stupro, ma un'eliminazione dagli amici di Facebook; non si è trattato di acido o benzina, ma di acqua bollente: la dinamica di ciò che è avvenuto nello stato del Bihar (nord est dell'India) riproduce però, in scala fortunatamente meno cruenta, il caso di Calcutta che sta monopolizzando l'attenzione del'opinione pubblica del subcontinente.

Un giovane, studente in un college del distretto di Muzaffarpur, sì è introdotto in casa di un insegnate con la scusa di cercare la sua carta d'identità smarrita e poi ha buttato acqua bollente in faccia alla figlia quindicenne del docente, evitando l'intervento della madre. La vittima è stata ricoverata nell'ospedale locale con il 20% del viso ustionato.

I due erano diventati amici su Facebook un anno fa, ma la settimana scorsa la ragazza aveva tolto l'amicizia al suo aggressore perché era diventato molesto. L'uomo si è dato alla macchia ed è ricercato.

Si tratta dell'ennesimo caso di violenza sulle donne di cui si ha notizia nel gigantesco subcontinente indiano. Pur essendo, per fortuna, un caso di cronaca meno cruento di quelli su cui i media indiani e internazionali si sono concentrati negli ultimi mesi, si tratta di un ennesimo esempio dello stesso problema: da un lato nella società indiana permane l'atavica scarsa considerazione della donna, ma dall'altro emerge sempre di più la voglia della metà femminile della popolazione di scardinare questa condizione di subalternità.

La denuncia dei propri stupratori, ma anche solo il gesto apparentemente banale di "disamicare" da Facebook un personaggio sgradito sono scelte che forse solo poco tempo fa non erano prese in considerazione per paura dei maschi. Anche la stampa, riportando sistematicamente notizie su casi come questo, certamente non centrale in un Paese da più di un miliardo di abitanti, sta contribuendo al faticoso processo di emancipazione delle donne indiane.

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