Tragedia familiare a Collegno (Torino): un uomo uccide moglie, figlia e suocera, poi si accoltella

L'assassino aveva perso il lavoro da un mese.

A Collegno, in provincia di Torino, verso le 14 di oggi, 31 dicembre 2013, in un appartamento in Corso Francia 216 si è consumato un dramma familiare con la morte di quattro persone, tre donne e un uomo, autore degli omicidi e del suo suicidio.

Si tratta di Daniele Garattini, un rappresentante di commercio di 57 anni che da circa un mese era rimasto senza lavoro e che, secondo le prime informazioni date dai vicini di casa agli inquirenti, probabilmente soffriva di depressione.

Mentre era in casa sua l'uomo ha avuto una discussione che, a causa della presenza di una pistola nell'appartamento, posseduta da Garattini, è degenerata in tragedia.

Sono rimaste vittime della furia omicida di Garattini sua moglie Letizia Maggio, 54enne originaria del Venezuela, la madre della donna Daria Maccari di 84 anni e la figlia Giulia Garattini di 21 anni. La ragazza e il padre erano ancora in vita quando sono arrivati i carabinieri, chiamati dallo stesso omicida poco prima di uccidersi (ha detto "Ho ammazzato tutti, venite"). Secondo l'Ansa avrebbe addirittura aperto la porta ai Carabinieri prima accoltellarsi. Garattini e la figlia sono morti poco dopo l'arrivo dei militari e il bilancio della tragedia è dunque di quattro morti. Ora la zona è stata isolata e sono in corso le indagini per chiarire i motivi del gesto drammatico di Garattini.

Daniele Garattini sul suo profilo di LinkedIn si presentava come il direttore di Linee bimbo presso l'agenzia di commercio Codacompany specializzata in abbigliamento e accessori e con sede a Torino. Si occupava di vendite a acquisti presso grossi gruppi in Piemonte e in particolare per Benetton da 22 anni e aveva collaborato anche alla creazione e distribuzione di divise aziendali per alcune società sportive. In passato era stato anche nell'arma dei Carabinieri presso il nucleo radiomobile di Torino.

Questa qui sotto la foto del profilo di LinkedIn dell'assassino

Foto © Google Maps

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