Un giorno in pretura puntata del 21 dicembre 2013: la morte di Chiara Bariffi, seconda parte

Chiara Bariffi, scomparsa il 30 novembre del 2002, viene ritrovata morta dentro il lago di Como tre anni dopo. È stata uccisa?

Chiara Bariffi, 30 anni, scompare nel nulla il 30 novembre del 2002 da Dervio, in provincia di Lecco. I genitori, disperati, cercano in tutta Italia le tracce della giovane figlia fino a che, tre anni dopo, l’intervento di una sensitiva si rivela risolutivo: la macchina con all’interno il corpo di Chiara Bariffi viene recuperata dal fondo del lago di Como. Accusato dell’omicidio è Sandro Vecchiarelli, un caro amico con il quale Chiara aveva trascorso l’ultima serata prima di scomparire. La Corte d’Assise di Como dovrà stabilire se l’imputato è il vero responsabile della morte della giovane donna.

La seconda puntata di Un giorno in pretura dedicata a questo caso ci accompagna dal giorno del ritrovamento del corpo della ragazza fino alla sentenza di assoluzione dell'unico imputato per la sua morte.

Nel corso delle udienze vengono ascoltati dei testimoni dell'accusa che sembrano collegare Vecchiarelli alla morte di Chiara, indicandolo come colui che ha gettato nel lago, credendola morta dopo un malore in seguito a una notte di eccessi con droga, alcol e psicofarmaci, la ragazza con la sua auto.

La difesa dell'imputato riesce però a smontare agevolmente quelle testimonianze imprecise e piene di grossolani errori.

Per la accusa e la parte civile le cose sono però andate proprio così: sarebbero stati gli stessi amici di Chiara a gettarla nel lago, non accorgendosi che la ragazza era ancora viva, spaventati dal malore avuto.

È però lo stesso pubblico ministero, durante le sue conclusioni, ad ammettere che durante il processo non è stata raggiunta la piena prova della colpevolezza dell'imputato. Ne chiede pertanto l'assoluzione.

Vecchiarelli viene assolto per non aver commesso il fatto e gli viene riconosciuto anche un risarcimento per ingiusta detenzione per i quasi 600 giorni di carcere scontati per carcerazione preventiva.

Sulla morte di Chiara Bariffi rimangono ancora troppi misteri su cui né le indagini né il processo sono riusciti a fare chiarezza.

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