Le 10 operazioni di polizia più importanti del 2013

Ecco una carrellata delle operazioni di polizia più importanti e significative di questo 2013.

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Il 2013 che sta per concludersi è stato un anno molto intenso sul fronte delle operazioni di polizia che conoscono feste, giorni di riposo e vacanze. Già dai primi giorni di gennaio da una parte all’altra del Paese le forze dell’ordine sono entrate in azioni e hanno sgominato organizzazioni più o meno radicate, più o meno pericolose, dedite alle attività illegali più disparate.

Nel corso degli ultimi dodici mesi abbiamo visto davvero di tutto, da intere cosche decapitate e bande, italiane e non, che per anni si sono occupate di sfruttamento della prostituzione, traffico di droga, estorsioni e chi più ne ha più ne metta.

Tra le grandi operazioni di polizia di questo 2013 ci sono stati arresti importanti e bande criminali diverse dal solito, come quella - forse definirla banda criminale è un po’ esagerato, è più corretto parlare di un sistema criminale diffuso - che si occupava di aprire i bagagli dei passeggeri all’aeroporto di Fiumicino e in altri scali italiani.

Ecco una carrellata delle operazioni più importanti e significative di questo 2013.

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Roma, sgominata banda di San Basilio


Era l’11 febbraio scorso quando si concluse l’operazione antidroga denominata Ombre tra Roma, Rieti e Latina che decapitato una organizzazione criminale dedita allo spaccio di droga, principalmente cocaina, nel quartiere romano di San Basilio.

A finire in manette a febbraio erano state 18 persone, mentre altre 35 erano state arrestate in flagranza di reato nel corso dell’anno precedente, man mano che le indagini facevano il loro corso.

In totale furono state arrestate 53 persone in tutto il Lazio, più o meno a tutti i livelli dell’organizzazione: dai vertici ai piani bassi, i veri e propri spacciatori che si occupavano di vendere in strada la cocaina.

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L’arresto di Giovanni Esposito


Dopo 13 anni di latitanza, lo scorso 15 febbraio si sono riaperte le porte del carcere per Giovanni Esposito, presunto boss del clan di camorra dei Muzzoni, ritenuto confederato a quello dei Casalesi ed egemone nella zona di Sessa Aurunca da 30 anni con diramazioni anche nel basso Lazio lungo il litorale che porta fino a Formia.

Il boss, fratello di Mario Esposito, detenuto al 41bis, era considerato uno dei latitanti più pericolosi ancora a piede libero, anche se non era stato inserito nell’elenco dei trenta ricercati di massima pericolosità stilato del Ministero dell’Interno.

La sua fuga si è conclusa a Roncolise, frazione di Sessa Aurunca (Ce): al momento del fermo era insieme al figlio Biagio, di 25 anni, e a una donna di 50, era armato di una pistola calibro 9 e dopo aver tentato la fuga e vistosi circondato, alla fine ha ceduto e si è lasciato arrestare.

Ora sta scontando una condanna all’ergastolo.

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Prostituzione a Vigevano


Gestivano un vasto giro di prostituzione tra il comune di Vigevano e l’hinterland milanese e si occupavano di far arrivare ragazze giovani in Italia direttamente dalla Romania, dove avevano una base logistica.

A finire in manette sono state 40 persone - italiane, albanesi e romene - tutte coinvolge a vario titolo in questa organizzazione criminale: 30 persone sono state arrestate in Italia, 10 in Romania anche grazie alla collaborazione delle autorità locali.

Nel corso dell’operazione sono stati anche sequestrati diversi veicoli e beni immobili e strutture commerciali riconducibili ai membri dell’organizzazione.

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Cani usati come corrieri della cocaina


A marzo un’operazione condotta dal commissariato di polizia di Milano Mecenate ha portato alla decapitazione di un’organizzazione criminale che si occupava di utilizzare cani per trasportare la droga nel nostro Paese, cani che venivano imbottiti di sostanze stupefacenti e uccisi una volta arrivati a destinazione.

Le forze dell’ordine hanno scoperto che la gang si muniva di cani di grossa taglia - Labrador, San Bernardo, Gran Danese, Dog de Bordeaux, Mastino Napoletano - e li sottoponeva ad interventi chirurgici per riempire di ovuli di cocaina purissima i loro intestini. I criminali, poi, mettevano in cani in viaggio una volta arrivati a destinazione li squartavano senza pietà per poter recuperare gli ovuli.

Il bilancio dell’operazione è impressionante: 75 persone finite in manette, di cui 18 minorenni. Altre 112 persone, 14 delle quali minorenni, sono state denunciate in stato di libertà. Le accuse contestate, a vario titolo, sono di traffico di droga, detenzione di armi e reati contro la persona e il patrimonio.

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Colpo al clan dei Gallo-Cavaliere


Duro colpo alle due cosche camorristiche che si sono a lungo contese il controllo del territorio di Torre Annunziata. Nella notte tra il 3 e il 4 aprile scorsi i carabinieri del locale nucleo investigativo sono entrati in azione e hanno eseguito ben 80 ordinanze di custodia cautelare in carcere.

A finire in manette sono state persone legate alla cosca dei Gallo-Cavalieri e quella dei Gionta, accusate a vario titolo di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e spaccio di stupefacenti aggravati dal carattere transnazionale dell’attività illecita, estorsione, riciclaggio e detenzione e porto illegali di arma aggravati da finalità mafiose.

L’operazione è scattata dopo quasi quattro anni di indagini che hanno permesso di identificare i vari membri dei clan e accertare il loro ruolo all’interno dell’organizzazione e nelle attività illecite compiute per conto della cosca. Delle 80 persone finite in carcere, solo 7 sarebbero affiliati al clan Gionta, tutti gli altri farebbe parte del clan rivale.

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Catania, blitz contro il clan Santapaola


A pochi giorni dal maxi blitz a Torre Annunziata, le forze dell’ordine italiane hanno messo a segno un altro importante colpo contro la criminalità organizzata. Stavolta siamo a Catania e la lista degli arrestati è decisamente lunga: 77 persone, tutte ritenute vicine o affiliate al clan mafioso Santapaola, attivo nel capoluogo siciliano e nella provincia etnea.

Fondamentale per la riuscita dell’operazione, denominata Fiori Bianchi, sono state le rivelazioni del pentito Santo La Causa, per anni reggente della cosca e da tempo collaboratore di giustizia. Grazie a lui gli inquirenti sono riusciti a fare chiarezza sullo spaccio di sostanze stupefacenti, cocaina e marijuana in alcuni quartieri di Catania, i cui proventi erano destinati alle casse dell’organizzazione.

Gli indagati - molti erano già in carcere per altri reati, tre risultano latitanti - sono stati accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni, estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti.

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Furti di bagagli in aeroporto


E’ stato uno dei grandi scandali che ha tenuto banco per settimane sulla stampa italiana e fatto tirare un sospiro di sollievo ai tanti italiani, e non solo, che viaggiando ogni giorni passando per gli aeroporti italiani.

86 persone, tutte dipendenti aeroportuali addetti al controllo bagagli, sono state arrestate nel maggio scorso tra Fiumicino, Lamezia Terme, Bari, Bologna e Milano Linate con accuse che vanno da furto, tentato furto e danneggiamento.

Gli indagati, secondo quanto accertato, erano soliti aprire i bagagli destinati alla stiva e sottrarre oggetti di valore o comunque ritenuti interessanti. Tra le persone coinvolte c’erano 49 dipendenti di Alitalia-Cai e 37 dipendenti di società di handling che collaborano con Alitalia, quindi non direttamente dipendenti della compagnia di volo.

La maggior parte degli episodi contestati agli indagati sono avvenuti all’aeroporto di Fiumicino, ma i furti di bagagli hanno coinvolto anche gli scali di Lamezia Terme, Bari, Bologna, Milano Linate, Napoli, Palermo e Verona.

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Spaccio di banconote false


A giugno la Guardia di Finanza ha smascherato un’organizzazione criminale che si occupava di produrre e mettere in commercio banconote false in tutto il Paese.

L’operazione, denominata Lucro, ha portato all’arresto di 77 persone in diverse regioni d’Italia, membri di quattro diverse organizzazioni criminali non collegate in alcun modo, secondo gli inquirenti, alla criminalità organizzata.

Gli indagati sono stati accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al falso di monete e banconote.

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50 arresti per traffico internazionale


Quattro Paesi convolti - Italia, Spagna, Portogallo e Albania - in un’operazione antidroga che lo scorso luglio ha portato all’arresto 50 persone, tutte coinvolte a vario titolo in questa organizzazione criminale che si occupava di far arrivare in Italia la droga dal Sudamerica.

Cocaina, hashish e marijuana fatta arrivare in Italia, principalmente a Roma, e poi distribuita nel nostro Paese tra Lazio, Lombardia, Campania e Calabria.

Accertati anche i collegamenti con camorra e ‘ndrangheta e con la criminalità organizzata sudamericana e albanese. Molti degli arresti, infatti, sono stati eseguiti all’estero grazie alla collaborazione delle autorità locali.

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‘Ndrangheta, 65 arresti a Lamezia Terme


All’alba del 26 luglio sono finite in manette 65 persone nel corso dell’operazione di polizia denominata Perseo e finalizzata a decapitare le cosche della ‘ndrangheta di Lamezia Terme e fare chiarezza sulla guerra di mafia che si è svolta nell’area tra il 2005 e il 2011.

Tra le 65 persone arrestate, accusate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, omicidio, traffico di armi e di sostanze stupefacenti, c’erano anche il consigliere provinciale Gianpaolo Bevilacqua e il senatore del Pdl Piero Aiello, in passato consigliere e assessore regionale in Calabria.

Il sistema messo in piedi dalla cosca Giampà, lo hanno ricostruito gli inquirenti, era ben collaudato e vedeva la collaborazione di numerose figure professionali corrotte per l’occasione, da assicuratori a carrozzieri, da periti a medici, passando per avvocati, politici e membri della Polizia Penitenziaria.";}}

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