Quanto ne sai su… strategie investigative – soluzione –

È passata una settimana dal quesito ed il sig. Mario Rossi è ritornato da voi per avere indicazioni sul da farsi. Per domani è previsto l’incontro. La strategia più votata prevede di far presentare Rossi all’appuntamento con i soldi e farglieli consegnare a Neri. Voi e la vostra squadra resterete ad osservare riprendendo con una telecamera la consegna e, appena Neri li riceve, uscirete allo scoperto, arrestandolo.

Proprio sicuri che sia la strategia migliore? ...

Scambiarsi dei soldi di per sé non è un reato, come potrebbe essere, ad esempio, scambiarsi della sostanza stupefacente. In realtà ciò che è rilevante anche ai fini della dimostrazione del reato estorsivo è il motivo, il contesto e le modalità con cui viene richiesto il denaro. L’art. 629 c.p. che descrive la fattispecie estorsiva recita:

Chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a se' o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, e' punito con la reclusione…..

Dovremo quindi dimostrare, per poter attribuire il reato al Neri, che egli stia ottenendo un ingiusto profitto arrecando danno a Rossi, e che lo abbia fatto con violenza o minaccia. Tutto questo ovviamente non sarà possibile comprenderlo da una semplice ripresa video che attesta solo un transito di denaro senza poter ascoltare la conversazione tra i due. Né è possibile fidarsi solo del racconto di Rossi. Immaginiamo, ad esempio, che Neri abbia diritto a quei soldi perché, potrebbe trattarsi del compenso per una già fornita prestazione d’opera a favore del Rossi, e che quest’ultimo, in difficoltà finanziarie, non intende onorare onorare. In questo caso il profitto per il Neri non sarebbe “ingiusto” come richiede la norma.

Oppure che il neri non abbia esercitato alcuna violenza o minaccia nei confronti del Rossi, chiedendo ad esempio solo in prestito la somma, ed il Rossi, probabilmente per una vecchia acredine mai sopita, ha colto l’occasione per farlo arrestare.

Troppe alternative per un ufficiale di P.G. che ha l’obbligo accertare la verità e raccogliere anche elementi a favore del reo e non di sposare la causa del primo che si presenta ad esporre un fatto. Per questo, la soluzione migliore è quella di farsi autorizzare a compiere una intercettazione ambientale in modo da ascoltare direttamente la conversazione e rendersi esattamente conto se l’atteggiamento di Neri corrisponde a quanto descritto in denuncia da Rossi e se sussistono gli elementi chiesti dalla norma (violenza o minaccia, ingiusto profitto ed altrui danno). Solo in presenza di tali elementi sarà possibile procedere in flagranza di reato al momento della consegna.

Dunque la risposta più appropriata è quella indicata con la lettera C scelta solo dal 16% dei votanti.

Un ultima riflessione, in risposta ad una interessante alternativa proposta nei commenti: cioè arrestare entrambi, Neri per estorsione e Rossi per i documenti compromettenti. Per il primo vale quanto è stato detto. Per il secondo, qualora veramente dovesse trovarsi qualcosa di compromettente, è necessario, perché vi sia flagranza, che venga chiaramente individuato il reato, che questo sia in atto o appena terminato, e che sia attribuibile chiaramente ed evidentemente all’indagato, oltre ad altre valutazioni sull’individuazione delle differenze tra arresto facoltativo ed obbligatorio. Elementi che richiederebbero una minuziosa attività di indagine che non potrebbe esaurirsi in breve tempo facendo così , di fatto, decadere il concetto di flagranza.

Prima di chiudere però vi lascio con un altro quesito:

Avrebbe potuto Rossi, d'iniziativa, registrare una conversazione avuta in precedenza con Neri depositandola al momento della denuncia?


Chi vuole potrà spiegare nei commenti i motivi della scelta.
  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: