Fabienne Verdeille: la mia è una tragedia umana e familiare. La piccola Luna è ancora in coma

altare patriaVi avevamo già parlato della piccola Luna, la bambina francese di 4 anni aggredita sabato sera dal padre di fronte al Vittoriano a Roma.

Nei giorni scorsi è giunta a Roma la madre della bambina, Fabienne Verdeille, 32 anni, che si trovava in vacanza in Turchia al momento della tragedia.

La donna, manager di TeleFrance 1, è stata interrogata dai Carabinieri di San Pietro e ha subito confermato i disagi psichici e la terapia farmacologica a cui si sottoponeva Monnet da tempo.

«La mia è una tragedia umana e familiare» ha riferito la Verdeille ai cronisti, domandando rispetto per il proprio dolore e chiedendo il silenzio alla direzione del Bambin Gesù, dove è ricoverata la piccola Luna in stato di coma.

Un ultimo bollettino è stato diffuso in mattinata dai medici: «Le condizioni generali della piccola sono stazionarie con stabilità delle funzioni vitali».

Qualche dettaglio è trapelato invece sui due giorni precedenti alla tragedia: venerdì si trovavano tutti e tre a Parigi, Fabienne in casa dei suoi mentre Julien e la piccola Luna da una cugina di lei.

L'uomo avrebbe chiamato la compagna per dirle che sarebbe andato al matrimonio di un amico portando la piccola con sé: i problemi di lui sembravano essere sotto controllo grazie ai farmaci e così la donna ha acconsentito alla richiesta senza alcun problema.

Invece di andare al matrimonio, i due prendono un treno per Roma, mentre sabato Fabienne parte per la Turchia con la sorella: è al primo giorno di vacanza quando i carabinieri l'avvisano di quello che è accaduto alla figlia.

Ha raggiunto Roma il prima possibile ed è ora accanto alla piccola Luna insieme ai suoi genitori.

Nel frattempo Julien Monnet, il tecnico informatico compagno della donna e padre di Luna, è accusato di tentato omicidio e domani sarà interrogato dai magistrati con la speranza che emergano nuovi dettagli per far luce sulle poche ore che hanno preceduto lo scatto di violenza.

Via | Corriere
foto | M. Proto

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