Torino, truffe a parroci e suore: un arresto e cinque denunce

Tutte le truffe ai danni dei religiosi sono avvenute in Italia. Arrestato un 19enne.

Erano riusciti a raggirare una trentina tra parroci, suore, reggenti di monasteri e conventi, con una serie di truffe fruttate ben 200mila euro. Una banda formata da sei torinesi è stata sgominata dalla polizia postale.

Il meccanismo di truffa utilizzato, secondo quanto emerso, era sempre lo stesso: gli indagati promettevano ai malcapitati parroci e monsignori, eredità e lasciti vari, donazioni in favore della Chiesa - del tutto inesistenti - chiedendo ai religiosi “solo” il pagamento delle spese legali a mezzo vaglia. Che prontamente veniva eseguito.

Con questa tecnica la banda avrebbe compiuto almeno 30 truffe, intascando appunto una somma pari a circa 200mila euro. In manette è finito il più giovane del gruppo, un 19enne, mentre gli altri cinque presunti componenti dell'organizzazione, tra i 20 e i 45 anni, se la sono cavata con una denuncia per truffa.

La polizia postale di Torino è risalita a loro notando delle anomalie nei prelievi di denaro effettuati nelle agenzie postali del capoluogo piemontese. A spedire il denaro contante erano spesso religiosi e i nomi dei destinatari erano sempre gli stessi.

La banda secondo gli inquirenti ha messo a segno i raggiri in diverse regioni d'Italia, ma non all'estero. Vittime preferite i parroci più anziani, residenti in zone isolate o di campagna. Le indagini proseguono per capire quanto era estesa la rete dei truffatori.

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