Genova, finita la fuga del serial killer Bartolomeo Gagliano: arrestato in Francia

Si è conclusa oggi la fuga di Bartolomeo Gagliano. Ecco tutti i dettagli.


Si è conclusa oggi a Mentone, piccolo comune nell’area francese delle Alpi Marittime, la fuga durata pochi giorni di Bartolomeo Gagliano.

L’annuncio è stato dato dal ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri nelle stesse ore in cui la Procura di Genova aveva diramato un’ordine di cattura internazionale:

Hanno arrestato l'evaso di Genova. Evviva! E' un regalo di Natale.

L’uomo è stato bloccato a pochi chilometri dal confine italo-francese di Ventimiglia dopo che le telecamere di sorveglianza avevano ripreso l’automobile sulla quale stava viaggiando mentre varcava il confine.

Gagliano si trova ora in custodia delle autorità locali e potrà tornare in Italia solo quando verrà completata la procura di estradizione, che richiederà dai 7 ai 40 giorni.

Continua la fuga di Bartolomeo Gagliano. Cancellieri: “il carcere sapeva del suo passato”

Bartolomeo Gagliano è ancora in fuga e potrebbe aver già lasciato l’Italia alla volta della Francia. E’ quello che sospettano le autorità, da ore impegnate senza sosta nella ricerca di quel serial killer con una schiera di altri reati alle spalle, dichiarato infermo di mente eppure lasciato libero di uscire dal carcere e procurarsi un’arma.

Ogni volta che Gagliano è riuscito a tornare in libertà ha compiuto dei reati e questa volta potrebbe non essere diversa delle precedenti. Ne sono convinti gli inquirenti, secondo i quali il criminale potrebbe presto compiere una rapina con lo scopo di finanziare i suoi spostamenti e la sua fuga.

Per il momento, però, Gagliano sembra svanito nel nulla: i tanti avvistamenti denunciati nelle ultime ore non hanno trovato un seguito e l’auto sulla quale starebbe viaggiando, una Fiat Panda Van di colore verde, non è stata ancora avvistata, né in Italia né all’estero.

E mentre le ricerche proseguono senza sosta, si cerca di capire come sia stato possibile rimettere in libertà, anche soltanto per pochi giorni, una persona con una storia come quella di Gagliano.

Sulla questione è intervenuta anche la persona che ha firmato quel permesso premio, il giudice di sorveglianza Daniela Verrina, che si difende da ogni accusa e sostiene che quel provvedimento è stato preso

su basi legittime, dopo un lungo studio delle relazioni che riportavano da tempo una compensazione del disturbo psichiatrico, lucidità, capacità di collaborare, tranquillità e nessun rilievo psicopatologico. E' il caso più studiato di questo tribunale.

Dopo le dichiarazioni di Salvatore Mazzeo, direttore del carcere di Marassi di Genova, che sosteneva come nella struttura non fossero a conoscenza del passato criminale di Gagliano, il ministro Cancellieri ha deciso di fare chiarezza, smentendo di fatto quanto sostenuto da Mazzeo.

Stamattina, riferendo alla Camera sulla vicenda, Annamaria Cancellieri ha precisato:

Sia il magistrato di sorveglianza che il carcere erano a conoscenza dell'ampio curriculum criminale di Bartolomeo Gagliano. Dico questo per sgombrare il campo dagli equivoci sorti dopo le prime dichiarazioni del direttore del carcere di Marassi che sembrava sostenere che il carcere non aveva conoscenza della storia criminale del detenuto, cosa smentita dalla corrispondenza intercorsa tra la direzione del carcere e la magistratura di sorveglianza. […] La vicenda ha destato allarme e preoccupazione nell'opinione pubblica. Di questo, nel rispetto dell'autonomia ed indipendenza del Giudice, intendo farmi carico anche approfondendo ulteriormente l'accaduto. Per questo motivo ho disposto che venga condotta una completa indagine conoscitiva.

Le ricerche dell’uomo proseguono.

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