Pesaro: rubavano e rivendevano yacht, sgominata banda

Quaranta in tutto gli indagati nell'inchiesta Olimpia della procura di Pesaro. I natanti di lusso venivano poi rivenduti in Italia e all'estero.

Erano specializzati in furti di lussuosi yacht i componenti di una banda destinatari dei provvedimenti di arresto eseguiti oggi dai carabinieri di Pesaro al termine di una complessa e lunga indagine. Le manette sono già scattate per 6 di loro, tutti di nazionalità italiana, mentre altri 3 sarebbero ancora latitanti (un siriano, un marocchino e un moldavo secondo le prime informazioni).

Barche di lusso che una volta rubate venivano poi rivendute dall’organizzazione in vari porti del Mediterraneo. Il colonnello Giuseppe Donnarumma, comandante provinciale dei carabinieri di Pesaro-Urbino, spiega che il gruppo era:

"molto organizzato e dalle alte capacità: potevano rubare yacht in ogni porto d'Italia e riciclarlo in tutto il Mediterraneo. Avevano assunto impressionanti capacità marinare, come dimostra una fuga verso Alessandria d'Egitto in condizioni meteo proibitive. La rete era internazionale e molto strutturata, per questo abbiamo coinvolto anche l'Interpol".

Le indagini avevano preso le mosse proprio dopo il furto di uno yacht nel porto di Fano che stava per essere rivenduto ad Alessandria D'Egitto. Tra le persone indagate ci sarebbero anche alcuni titolari delle imbarcazioni che avrebbero simulato il furto o l'appropriazione indebita delle stesse.

In tutto gli indagati nell’inchiesta denominata Olimpia sono più una quarantina per le accuse, contestate a vario titolo, di associazione per delinquere, furto, ricettazione, frode all’assicurazione, falsità ideologica e materiale.

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