Un giorno in pretura puntata del 14 dicembre 2013: la morte di Chiara Bariffi

Chiara Bariffi, scomparsa il 30 novembre del 2002, viene ritrovata morta dentro il lago di Como tre anni dopo. È stata uccisa?

Chiara Bariffi, 30 anni, scompare nel nulla il 30 novembre del 2002 da Dervio, in provincia di Lecco. I genitori, disperati, cercano in tutta Italia le tracce della giovane figlia fino a che, tre anni dopo, l’intervento di una sensitiva si rivela risolutivo: la macchina con all’interno il corpo di Chiara Bariffi viene recuperata dal fondo del lago di Como. Accusato dell’omicidio è Sandro Vecchiarelli, un caro amico con il quale Chiara aveva trascorso l’ultima serata prima di scomparire. La Corte d’Assise di Como dovrà stabilire se l’imputato è il vero responsabile della morte della giovane donna.

Un giorno in pretura si occupa di questo caso in due puntate, seguendo il processo a carico di Vecchiarelli, che inizia con il racconto dei familiari della ragazza del giorno della scomparsa e del giorno seguente, quando poi fanno denuncia di scomparsa ai Carabinieri del luogo. Essendo una persona maggiorenne le indagini non partono subito, perchè c'è la possibilità che la ragazza si sia allontanata volontariamente. Per i genitori di Chiara iniziano giorni di angoscia.

La madre della Bariffi si rivolge subito al Vecchiarelli, caro amico della figlia. Ma lui non risponde alle chiamate. Gli amici di Chiara si attivano per cercarla, ma lei sembra sparita nel nulla, non si trova neanche negli ospedali. Dopo una settimana i genitori costringono i carabinieri ad intensificare le ricerche. Si comincia a pensare al lago come luogo in cui può essere finita la ragazza con la sua macchina. Viene scandagliato il lago, ma non viene trovato nulla. I genitori della Bariffi sono certi che sia successo qualcosa di grave, ma non vogliono arrendersi e per questo si rivolgono anche a Chi l'ha visto.

Le prime domande a cui tenta di dare una risposta il processo sono: con chi è uscita Chiara la sera del 30 novembre? Dove è stata? Cosa ha fatto? La ragazza verso le 21.30 lascia la sua casa di Bellano per raggiungere la casa di Sandro Vecchiarelli a Dervio. Con lui va al bar del paese, dove si incontrano con gli altri amici. Poi si spostano in un pub di un altro paese e poi ancora in un bar di un altro centro della zona. Poi le strade degli amici si separano, e l'ultima volta che Chiara viene vista, intorno alle 2.30, è quando si sta allontanando dal bar Pin di Dervio, da sola, con la sua auto.

Nel 2003, a un anno dalla scomparsa di Chiara, le ricerche vengono interrotte dai Carabinieri, perché le segnalazioni di Chi l'ha visto la danno in giro per l'Italia e si pensa quindi ad un allontanamento volontario. I genitori non si arrendono e con un camper girano l'Italia alla sua ricerca.

Ma chi era Chiara? In aula i familiari e i medici che l'hanno poi avuta in cura raccontano di un forte esaurimento nervoso nel 2002 che degenera poi in un disturbo dissociativo che ne fa richiedere il ricovero in una clinica psichiatrica. Chiara inizia a migliorare, a stare meglio e non ha alcun proposito suicida.

A dare una svolta alle indagini, accade un fatto che ha dell'incredibile: a casa dei genitori, a un anno dalla scomparsa della ragazza, si presenta una giornalista Rai, Cristina Carbotti, che suggerisce di chiedere la consulenza di una sensitiva che si è già occupata di una scomparsa, l'anno prima, tale Maria Rosa Busi. Così accade e la medium poco tempo dopo fa ritrovare il corpo e l'auto di Chiara nel lago, poco lontana dal bar Pin, ultimo posto in cui la ragazza è stata vista.

Dopo 'una visione' la donna contatta i carabinieri di Lecco, specificando il luogo in cui cercare la ragazza, ma le ricerche non danno esito. A quel punto, dopo averne parlato coi genitori, iniziano le ricerche di volontari, per almeno 10 volte.

Dall'avvistamento della macchina al recupero passano due giorni. Molte telecamere organizzano la diretta del recupero. Il corpo di Chiara è nell'auto, distesa nel sedile posteriore, quasi intatto e completamente vestito. In ritrovamento, avvenuto a tre anni di distanza, apre tutta una serie di interrogativi a cui le indagini dovranno dare una risposta, ma la domanda principale è: quale è stata la causa della morte di Chiara?

L'autopsia mostra che non ci sono lesioni di rilievo, che la ragazza non ha subito violenza sessuale, non sono presenti proiettili o segni di strangolamento. Esclusa anche la morte per attacco cardiaco o intossicazione. Per il medico legale la causa della morte, con alta probabilità, è dovuta ad annegamento.

Come è caduta quindi Chiara nel lago? Le ipotesi sono tre: o vi è caduta accidentalmente, o volontariamente o qualcuno ce l'ha gettata. Le indagini si indirizzano prima nei confronti di Massimo Barili, amico di Chiara, l'ultimo ad averla vista viva. L'uomo viene anche arrestato, ma poi la sua posizione viene archiviata. In aula l'uomo si avvale della facoltà di non rispondere.

Le indagini si indirizzano poi nei confronti di Sandro Vecchiarelli. Il primo indizio nei suoi confronti è la testimonianza di alcune persone che dicono di averlo visto in compagnia di Chiara il 1 dicembre alle 6.30. A queste si aggiungono le testimonianze di chi dice che l'uomo, dopo la scomparsa della ragazza, iniziò ad avere degli atteggiamenti strani, inquitanti, tanto da sembrare ossessionato dalla scomparsa di Chiara.

Gli inquirenti non credono che la sensitiva Busi abbia trovato Chiara grazie alle sue 'doti', ma che sia venuta a conoscenza in qualche modo di quanto commesso dal Vecchiarelli. Si cerca quindi di capire se tra la donna e l'imputato possa esserci qualche collegamento. Ma la Busi nega di averlo mai conosciuto.

Scopriremo questa sera, nella seconda parte della trasmissione dedicata al processo per la morte di Chiara Bariffi, se l'accusa è riuscita a dimostrare la colpevolezza di Sandro Vecchiarelli.

  • shares
  • Mail