Pescara, truffe smartphone: 7 arresti

Raggirate le compagnie telefoniche attraverso il furto d’identità di persone, ditte e società anche grazie alla complicità di impiegati della Camera di commercio

L'operazione "Hydra" è scattata all'alba: ad operare i carabinieri della compagnia di Popoli (Pescara), che hanno eseguito 7 arresti e 14 perquisizioni domiciliari nell'ambito di una vasta operazione per smantellare una vera e propria organizzazione dedita alla truffa a danno delle maggiori compagnie di telefonia mobile.

Il capobanda, definito "il creatore", gestiva tutto l'iter della truffa: rubava l'identità di persone, ditte e società anche grazie alla complicità di impiegati della Camera di commercio, stipulando poi contratti telefonici per la fornitura di servizi di rete multibusiness; il tutto era finalizzato all'ottenimento di smartphone e tablet a costo zero, con relative sim-card.

La rete era molto vasta: gli apparecchi elettronici infatti, una volta finiti in mano alla banda, venivano consegnati anche a terzi acquirenti, grazie all'aiuto di corrieri spesso complici, o rivenduti e comunque immessi sul mercato della telefonia, attraverso l’intervento di altre persone dislocate tra le province di L’Aquila, Teramo, Chieti, Modena e Pescara.

Secondo i Carabinieri il giro d'affari ammonta a circa 200 mila euro, mentre sarebbero ben 180 le generalità rubate: i militari di Popoli, coordinati dal capitano Antonio Di Cristofaro, hanno cominciato le indagini a seguito di numerose denunce di alcuni cittadini, ritrovatisi intestatari di utenze telefoniche a loro insaputa, vedendosi recapitare con regolarità le fatture di pagamento.

Il terminale esterno della banda, l'ultimo anello della sofisticata catena, era un commerciante di telefonia di Bologna ma residente a Modena, il quale estendeva i suoi rapporti commerciali illegali anche sul mercato dell’est Europa.

  • shares
  • Mail