'Ndrangheta, il boss Francesco Nirta è stato estradato in Italia

Ritenuto uno degli esponenti di rilievo della ‘ndrina La Maggiore, Francesco Nirta era ricercato in tutta Europa per associazione di tipo mafioso, omicidio, detenzione e porto illegale di armi.

I 9 ricercati pi�¹ pericolosi d'Italia

E’ tornato ieri sera in Italia, atterrato all’aeroporto di Fiumicino e subito condotto in carcere, il boss Francesco Nirta, catturato nel settembre scorso a Utrecht, in Olanda, dalla polizia di Nieuwegwin in collaborazione con gli uomini del Servizio centrale operativo della polizia e quelli della squadra mobile di Reggio Calabria.

Il boss, ritenuto uno degli esponenti di rilievo della ‘ndrina La Maggiore, era latitante da 6 anni e ricercato in tutta Europa per associazione di tipo mafioso, omicidio, detenzione e porto illegale di armi ed altri gravi reati. Gli inquirenti sospettavano che si nascondesse proprio in Olanda e quando ne hanno avuto la certezza hanno fatto scattare l’operazione.

Nirta, non era da solo quando la ha fatto irruzione nell'appartamento di lusso in cui l'uomo si stava nascondendo. Con lui c'erano tre cittadini marocchini ritenuti dagli inquirenti importanti membri della rete del narcotraffico gestita dallo stesso Nirta per conto della 'ndrina di San Luca.

A finire in manette è stato anche un altro calabrese che si trovava con loro in quel momento, il 28enne Denis Pasqualone, originario di Anoia, in provincia di Reggio Calabria.

Il boss, classe 1974, deve scontare una condanna all’ergastolo per un omicidio risalente a prima dello scoppio della faida tra i Nirta-Strangio e i Pelle, faida culminata nella strage di Duisburg del 15 agosto di sei anni fa in cui persero la vita sei persone.

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