Mafia: arrestati parenti di Matteo Messina Denaro

Un blitz disposto dalla Procura di Palermo sgomina una rete di fiancheggiatori del superboss


È in corso in queste ore una imponente operazione antimafia da parte di Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza e Direzione investigativa antimafia e coordinata dalla Procura di Palermo, operazione che ha portato a sgominare una rete di fiancheggiatori del boss dei boss, Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993. Dopo una lunga serie di intercettazioni, gli inquirenti sono arrivati a stringere il cerchio su coloro che proteggono la latitanza del capomafia e ne rappresentano i principali collaboratori.

L'operazione si è svolta soprattutto a Castelvetrano, in provincia di Trapani, il feudo di Messina Denaro, ma anche a Campobello di Mazara, a Palermo e a Milano. Agli arresti sono finiti il nipote del boss, Francesco Guttadauro, la sorella di Messina Denaro, Anna Patrizia, e poi l'autista e alcuni insospettabili, tra cui un imprenditore e due ingegneri dell'amministrazione penitenziaria, per un totale di 30 arresti nel cuore della notte. Tra gli altri insospettabili, una vigilessa di Paderno Dugnano, Milano, che forniva all'ex cognato, un mafioso di Campobello, informazioni su targhe sospette.

Gli inquirenti sono convinti di aver inferto così un duro colpo a Messina Denaro e alla sua latitanza. Ora il boss si trova a dover fare a meno delle persone che gli facevano da portavoce e rappresentanti. In particolare la sorella Anna Patrizia, secondo quanto emerge dalle intercettazioni, compiva estorsioni e faceva da tramite per gli ordini del fratello con gli altri membri del clan. Arrestato anche il "cassiere" del boss, l'imprenditore Giovanni Filardo, cui sono state sequestrate tre società per un valore di cinque milioni.

Matteo Messina Denaro è l'ultimo boss rimasto latitante, considerato il numero uno di Cosa Nostra e uno dei più ricercati al mondo. Sulla sua testa pende, tra le altre, una condanna all'ergastolo per gli attentati del 1993 a Roma, Milano e Firenze.

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