San Luca, ‘ndrangheta: 6 arresti, coinvolto l'ex sindaco Strangio

Arrestata anche Rosy Canale, simbolo della lotta alla mafia a San Luca, fondatrice del Movimento delle donne. In manette anche un ex assessore e due boss.

    AGGIORNAMENTO 14.50 - L’ex imprenditrice Rosy Canale secondo l’accusa utilizzava per spese personali, abbigliamento di lusso e altro, il denaro raccolto per il sostegno dell'associazione antimafia “Donne di San Luca e della Locride”. La donna giusto qualche giorno fa aveva ricevuto il Premio Borsellino per la cultura della legalità.

Blitz anti ‘ndrangheta dei carabinieri che stamattina hanno arrestato a San Luca, comune reggino di 4mila abitanti, 6 persone: per 5 si sono aperte le porte del carcere, a una sono stati concessi gli arresti domiciliari.

In manette presunti boss, ex amministratori comunali e imprenditori accusati di associazione a delinquere di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni e reati contro la pubblica amministrazione. Ipotesi di reato aggravate, per quasi tutti gli arrestati, dall’aver agito per agevolare il clan mafioso di San Luca.

Tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare c’è anche Rosy Canale, simbolo della lotta alla mafia a San Luca, coordinatrice e portavoce del Movimento delle donne, associazione locale con finalità di sostegno sociale. La donna è accusata di truffa aggravata e peculato, non aggravate dalla condotta mafiosa.

E fra i nomi degli arrestati figura anche quello dell’ex sindaco di San Luca, l'avvocato Sebastiano Giorgi accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso.

Nell'operazione dei militari dell’Arma del comando provinciale di Reggio Calabria, scattata alle prime luci del giorno e denominata Inganno, sono finiti in manette anche Antonio Nirta, 57 anni, e Francesco Strangio, 59, ritenuti elementi di spicco della criminalità organizzata di San Luca, e Francesco Murdaca, ex assessore comunale della giunta Giorgi. Anche per loro l’accusa è di associazione mafiosa.

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal dal gip del tribunale di Reggio Calabria su richiesta della direzione distrettuale e antimafia coordinata dal procuratore Federico Cafiero de Raho.

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