‘Ndrangheta, colpo alla cosca Pesce: sequestro da 90 milioni di euro

Dalle prime ore di oggi gli agenti hanno sequestrato beni mobili e immobili del valore complessivo di 90 milioni di euro, tutti riconducibili alla cosca Pesce.

Si è conclusa questa mattina con un maxi sequestro da 90 milioni un’inchiesta condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, unitamente al R.O.S. e al Comando Provinciale di Reggio Calabria dell'Arma dei Carabinieri dal novembre dello scorso anno e finalizzata a infliggere un duro colpo alla cosca della ‘ndrangheta dei Pesce.

L’operazione, denominata All Clean, è la diretta conseguenza di altre due operazioni, All Inside 1 e All Inside 2, scattate rispettivamente il 28 aprile e il 23 novembre del 2010, fondamentali per ricostruire l’organizzazione della cosca e la situazione patrimoniale dei beni immobili e mobili riconducibili ai Pesce, attivi nell’area di Rosarno, in provincia di Reggio Calabria.

Dalle prime ore di oggi gli agenti hanno sequestrato beni mobili e immobili del valore complessivo di 90 milioni di euro, tutti riconducibili alla cosca. Tra questi ci sono 14 attività commerciali nel settore dei trasporti e della vendita dei carburanti, due società di calcio dilettantistico alimentate con i proventi delle estorsioni ed utilizzate per allargare le conoscenze, le relazioni e gli affari della cosca, oltre a diversi appezzamenti di terreno agricolo.

Sequestrate anche due ville di pregio tra Rosarno e il promontorio di Capo Vaticano, un vasto complesso sportivo e numerosi veicoli, sia ad uso privato che commerciale, e numerosi rapporti finanziari bancari, postali ed assicurativi.

E’ stato disposto, inoltre, l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza per Antonino Pesce, Francesco Pesce, Marcello Pesce, Domenico Arena, Roberto Matalone, Domenico Leotta, Maria Grazia Messina, Franco e Rocco Rao, Domenico Varrà e Francesco Di Marte.

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