Fano, abusi sessuali su minore: don Ruggeri chiede scusa dopo la condanna a 2 anni e 6 mesi

Ruggeri, sospeso da ogni incarico pastorale e ora impiegato presso una mensa per rifugiati politici a Roma, ha giustificato i suoi gesti e chiesto perdono.

Atti sessuali su una minorenne e atti osceni in luogo pubblico. Sono queste le accuse che hanno portato alla condanna a 2 anni e 6 mesi di carcere per don Giangiacomo Ruggeri, ex portavoce del vescovo di Fano, che a pochi giorni dalla sentenza del Tribunale di Pesaro ha rotto il silenzio e chiesto perdono con un appello:

Sono profondamente addolorato, ma mai, in nessun modo, ho avuto nell'animo e nei gesti altri sentimenti che non fossero un affetto sincero. Qualcuno ha parlato di violenza: niente di più falso e lontano dai fatti e dal mio essere. A volte baci e carezze, perché esclusivamente di questo si è trattato, sono fuori luogo.

Ruggeri, sospeso da ogni incarico pastorale e ora impiegato presso una mensa per rifugiati politici a Roma, ha giustificato i suoi gesti definendoli “baci e carezze”, poi ha chiesto perdono:

Chiedo profondamente perdono a coloro che ho coinvolto in prima persona, fino ad oggi non ho potuto farlo. Senza volerlo ho fatto soffrire anche la mia Chiesa. A tutti chiedo perdono.

La vittima delle attenzioni di Giangiacomo Ruggeri, lo ricordiamo, è una ragazzina di 13 anni. Il suo avvocato difensore, Gianluca Sposito, ha spiegato che

fra don Giangiacomo Ruggeri e la sua parrocchiana tredicenne c’era una relazione affettiva privilegiata, un rapporto bilaterale, nonostante la differenza d’età. Mentre dai filmati girati dalla polizia, che il Gup ha visionato in camera di consiglio, emerge l’assoluta assenza di costrizione e di violenza nei confronti della ragazzina.

L’ex sacerdote si trova in libertà, e può muoversi in Italia o all’estero, ma non può avvicinarsi a Orciano, il paesino in cui vive la giovane vittime, né celebrare messa in pubblico.

Foto | Fanotv.it

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