Palermo: maxi sequestro di beni a imprenditore ritenuto vicino al boss Messina Denaro

Sigilli al patrimonio di una nota famiglia di imprenditori di Palermo, i Niceta, attivi nel settore immobiliare, del commercio e della nautica.

I carabinieri e la Guardia di finanza hanno sequestrato questa mattina beni per 51 milioni di euro a un noto imprenditore palermitano che secondo la procura distrettuale antimafia sarebbe un prestanome della primula rossa di Cosa nostra, l’ultimo super boss ancora latitante, il trapanese Matteo Messina Denaro, alla macchia dal 1993.

L'imprenditore secondo gli inquirenti fin dagli anni Ottanta sarebbe stato contiguo a esponenti del “mandamento” mafioso di Brancaccio, tra i quali i fratelli Giuseppe e Filippo Guttadauro, quest'ultimo cognato di Messina Denaro, con i quali avrebbe condiviso interessi economici per garantirsi una netta espansione nel palermitano e nella provincia di Trapani.

I militari dell’Arma e della Gdf hanno così apposto i sigilli a diverse società riconducibili a Mario Niceta e ai figli Pietro, Massimo e Olimpia.

Si tratta di società che gestiscono attività economiche nel settore immobiliare, in quello della nautica, nel commercio di abbigliamento e preziosi con tutta una serie di negozi a Palermo con il marchio Olimpia e a Castalvetrano (Trapani) con i marchi Blue Spirit e Niceta. Il lavoro proseguirà regolarmente, hanno fatto sapere dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, ma sotto amministrazione giudiziaria.

Le indagini del Ros dei carabinieri e dello Scico delle Fiamme Gialle sono stati coordinati dal procuratore aggiunto Vittorio Teresi. Oltre alle 11 società e ai relativi immobili ai Niceta sono stati sequestrati 23 terreni, 12 fabbricati, 16 automezzi, 5 quote societarie e rapporti finanziari.

© Foto TMNews

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