Total Erg: presunta frode fiscale da 900 milioni

La società italiana del settore della raffinazione e della distribuzione dei prodotti petroliferi nel mirino della procura capitolina: "fatture false per 900 milioni". Perquisizioni in corso.


    AGGIORNAMENTO 14.45 - Sono in tutto 5 gli indagati nell’inchiesta sulla sospetta maxi frode al fisco da parte di TotalErg e tra i loro nomi spiccano quelli del vicepresidente esecutivo Alessandro Garrone e dell’amministratore delegato Luca Bettonte, firmatario della dichiarazione dei redditi per il 2010. L’accusa di frode fiscale poggia su un presunto giro di fatture gonfiate, attraverso schermi societari fittizi, che gli indagati avrebbero messo in piedi per aumentare le dimensioni dei costi e abbattere l’imponibile. La società con sede alla Bermuda che ha emesso le fatture, riconducibile a Erg secondo chi indaga, non esiste. I documenti contabili di quelle transazioni sono stati poi utilizzati nelle dichiarazioni dei redditi dell’anno scorso.

Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Roma sta effettuando da questa mattina una serie di perquisizioni presso sedi della Total Erg della capitale, di Milano e Genova.

Si indaga su una presunta, gigantesca, frode fiscale, per quasi un miliardo di euro, sotto il coordinamento della procura di Roma, titolare dell'inchiesta.

Gli accertamenti degli investigatori delle fiamme gialle si sono concentrati su alcune fatture, per 904 milioni di euro, emesse da una società con sede alla Bermuda e che potrebbe essere collegata in qualche modo a Total Erg. Fatture che secondo le indagini sarebbero false.

A occuparsi del caso sono i pubblici ministeri capitolini Paolo Ielo e Mario Palazzi.

(in aggiornamento)

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