Un giorno in pretura puntata del 30 novembe 2013: il processo per la morte di Stefano Cucchi, seconda parte

Nella seconda parte della trasmissione si cerca di capire cosa è accaduto a Stefano Cucchi dal momento della convalida del fermo fino alla morte: chi lo ha picchiato?

Nella puntata di Un giorno in pretura andata in onda sabato 30 novembre si è cercato di capire cosa sia accaduto a Stefano Cucchi, a partire dalla convalida del suo arresto - il 16 ottobre 2009 - fino alla sua morte, avvenuta sei giorni dopo, il 22 ottobre. Nella prima parte della trasmissione dedicata al processo davanti alla Corte d'Assise di Roma, che vede imputati 3 agenti della polizia penitenziaria e medici e infermieri della struttura protetta dell'Ospedale Pertini di Roma, si è invece cercato di stabilire cosa sia accaduto subito dopo l'arresto di Stefano fino al giorno seguente.

In particolare si cerca di dare una risposta a due domande: quando sono state procurate e da chi le lesioni alla colonna vertebrale e al capo che hanno determinato la morte del ragazzo? E quali responsabilità - nel decesso del giovane - hanno i medici del braccio speciale per carcerati dell'ospedale Pertini, dove Stefano è stato ricoverato a due giorni dal suo arresto?

Si parte con le dichiarazione degli agenti di polizia penitenziaria che lo hanno accolto nel carcere di Regina Coeli dopo l'udienza di convalida e che parlano di un ragazzo arrivato nel penitenziario pestato, con dolori in varie parti del corpo. Alle domande degli agenti il giovane risponde di essere caduto dalle scale. In carcere un medico lo visita e decide che Stefano deve andare al Pronto Soccorso, anche se un agente della polizia penitenziaria crea problemi. E questo è un punto importante, perché secondo l'accusa, la polizia penitenziaria, al fine di nascondere le proprie responsabilità - e cioè di aver picchiato Stefano Cucchi - avrebbe cercato in tutti i modi di sottrarlo a un controllo medico esterno.

Cucchi viene quindi portato al Pronto Soccorso del Fatebenefratelli, dove il medico del Pronto Soccorso ne dispone il ricovero. Ma il ragazzo lo rifiuta, e tra l'altro continua a dire di essere caduto dalle scale e di avere dolore alla schiena, dove appare una chiara tumefazione, così come delle tumefazioni ci sono attorno agli occhi. Stefano torna quindi in carcere, dove viene ricoverato in infermeria, ma dopo una notte di sofferenza, il giorno seguente viene portato nuovamente in ambulanza al Fatebenefratelli. Qui però non c'è posto per il ricovero e bisogna trovare un altro ospedale.

Nel frattempo la famiglia del giovane non ha idea di dove lui si trovi. I genitori vanno quindi a chiedere informazioni al Tribunale, dove scoprono che Stefano si trova al Regina Coeli. Decidono di andare lì per portargli un borsone di biancheria, ma è sabato e non è permesso l'ingresso. Così i Cucchi tornano a casa sconsolati. Nessuno tra l'altro li ha informati del possibile ricovero del figlio.

Stefano viene trasferito al Pertini, che è un ospedale che dispone di un reparto protetto per detenuti. Secondo il pubblico ministero questo ospedale non è stato scelto a caso dalla direzione del carcere, ma è stato scelto per nascondere il fatto che degli agenti di polizia penitenziaria avessero picchiato Cucchi. In ogni caso, sono le otto di sabato sera quando il ragazzo viene ricoverato al Pertini.

Verso le nove di sera un carabinieri informa la famiglia del ragazzo del ricovero, senza fornire ulteriori dettagli. I genitori corrono al Pertini, ma viene impedito loro di entrare e soprattutto nessuno dà loro notizie sulle condizioni di salute del figlio. Vengono invitati a tornare il lunedì successivo, per parlare coi medici. Ma neanche il lunedì viene permesso loro di vedere Stefano o di parlare coi medici, perché non è arrivato il permesso dal tribunale. La stessa cosa succede il martedì. Il mercoledì il padre di Cucchi va a richiedere il permesso in tribunale, ma neanche quel giorno è possibile entrare in ospedale, perché si è fatto tardi.

Il giorno dopo (il 22 ottobre), però, arrivano a casa Cucchi due carabinieri che portano una notizia terribile: la morte di Stefano. Quando i familiari arrivano all'obitorio capiscono subito, vedendo il corpo, che il ragazzo è stato picchiato selvaggiamente.

Sabato prossimo Un giorno in pretura continuerà ad occuparsi del caso Cucchi, continuando a mostrarci il processo, per capire perché è morto Stefano Cucchi.

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