Alessandria, omicidio Franco Domenico Belsito: fermato Alessandro Loiacono

Durante la notte sono state sentite almeno una dozzina di persone e tra queste anche chi ha effettuato la telefonata al 112 per segnalare la presenza del cadavere dell’imprenditore.

16.10: la conferma delle autorità è arrivata. Alessandro Loiacono, operaio di 33 anni è stato fermato questa notte con l’accusa di essere la persona che ha ucciso l’imprenditore Franco Domenico Belsito, suo amico. Il giovane, tra i primi ad essere stato accompagnato in caserma, si sarebbe contraddetto più volte durante il lungo interrogatorio a cui è stato sottoposto:

non coincidono gli orari in cui il fermato ha visto la vittima, non si sono trovati riscontri circa i presunti incontri con altri amici, non sarebbe stato al lavoro presso la propria attività di recupero di materiali ferrosi di Tortona.

Non solo. Il racconto di Loiacono, originario di Tropea e residente a Tortona, sarebbe stato smentito dai filmati delle telecamere di videosorveglianza installate in paese: I suoi spostamenti non coincidevano con quelli da lui raccontati. Tanto è bastata a convincere gli inquirenti a eseguire il fermo.

Per il momento, però, la vicenda è ancora avvolta dal riserbo. Solo lunedì, dopo l’arrivo degli esiti dell’esame autoptico e dopo il nuovo interrogatorio di Loiacono, si potrà delineare un quadro più completo.

Il giovane è accusato di omicidio e occultamento di cadavere ed è stato già trasferito nella casa circondariale di Alessandria a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Notte di interrogatori, forse un primo fermo

E’ stata una lunga notte di interrogatori quella dei carabinieri di Alessandria che si stanno occupando delle indagini sull’omicidio dell’imprenditore Franco Domenico Belsito, trovato morto giovedì sera nel bagagliaio della sua automobile parcheggiata in piazza Gherzi a Lu Monferrato, in provincia di Alessandria.

Durante la notte sono state sentite almeno una dozzina di persone e tra queste anche chi ha effettuato la telefonata al 112 per segnalare la presenza del cadavere dell’imprenditore. Nel mirino degli inquirenti, secondo le ultime indiscrezioni, ci sarebbe un meccanico di tortona, interrogato a lungo, e, secondo quanto scrive oggi NoviOnline, già sottoposto a fermo.

Il delitto, secondo una prima ricostruzione, sarebbe avvenuto durante un litigio, forse per motivi economici. L’imprenditore, 52 anni, sarebbe stato ucciso a bastonate e poi rinchiuso nel bagagliaio della sua auto.

Non si esclude, almeno a questo punto delle indagini, che il delitto possa avere qualcosa a che fare con la società svizzera intestata all’uomo dal 2011 al marzo 2012, quando fallì. La società Aurora, scrive oggi La Stampa, sarebbe stata la segreta cassaforte svizzera su cui sarebbero transitati milioni di euro accumulati dalla Lega Nord con i fondi elettorali:

Francesco Belsito (l’ex tesoriere della Lega Nord, n.d.r) e Franco Domenico sono originari della stessa terra, anche se il cinquantaduenne trovato morto l’altra sera […] viveva a Gavi […] Gli investigatori che indagano sul «tesoretto» della Lega Nord ritengono che Francesco Belsito abbia potuto trovare comodo utilizzare Franco Domenico come prestanome, escamotage che, ad esempio, poteva tornare utile nell’utilizzo di due codici fiscali diversi, ma facilmente confondibili vista la quasi sovrapposizione dei nomi. Franco Domenico Belsito rimase titolare della società svizzera (…) fino alle fine di marzo 2012. Poi fu fatta fallire, quando si stavano scatenando i venti della bufera giudiziaria che ha investito la Lega Nord e il suo tesoriere.

L’autopsia, utile a fare chiarezza sulla morte dell’imprenditore e sull’orario in cui è stato ucciso, dovrebbe essere eseguita già oggi. Le indagini e gli interrogatori, intanto, proseguono.

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