L'Aquila: truffavano gli immigrati con la promessa di un lavoro, 11 arresti

Arrestati 5 datori di lavoro italiani e 6 cittadini stranieri che facevano da intermediari con i loro connazionali truffati.

Circa 50 agenti della polizia hanno eseguito nel corso della mattinata diversi arresti e perquisizioni in provincia dell’Aquila. In manette sono finite 11 persone accusate di farsi pagare migliaia di euro facendo false promesse di lavoro agli stranieri.

L'inchiesta, denominata appunto Fake job, avrebbe permesso di ricostruire come gli indagati falsamente garantivano un lavoro agli immigrati grazie all'ottenimento di un regolare visto di ingresso, ma arrivati in Italia per gli extracomunitari avere un’occupazione rimaneva un miraggio: nessuna assunzione nonostante avessero pagato 7mila euro a persona per quella (falsa) promessa.

Gli agenti della Mobile della questura dell'Aquila, dopo quasi 4 anni di indagini, oggi hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Marco Billi, su richiesta del pm della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila David Mancini. Gli arrestati sono cinque imprenditori italiani, titolari di aziende agricole, e sei stranieri che facevano da intermediari con i loro connazionali truffati.

Le indagini avevano preso le mosse nel 2009 portando alla luce un meccanismo ben rodato con cui agli immigrati, dietro il versamento di quella somma di denaro, veniva data la garanzia di ottenere un posto di lavoro utile per avere il permesso di soggiorno.

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