Catanzaro: 4 arresti per usura e corruzione, coinvolto un poliziotto di Vibo

Fermato anche il sovrintendente di polizia Stefano Mercadante.


    AGGIORNAMENTO 12.35 - Il poliziotto arrestato oggi dai colleghi della squadra mobile di Catanzaro è accusato di concussione e corruzione. Secondo le indagini Stefano Mercadante nel 2008 avrebbe costretto il titolare di un istituto di vigilanza a ritirare una querela nei confronti del responsabile di un altro istituto di vigilanza. Altrimenti il sovrintendente avrebbe minacciato di far leva sul suo ruolo nella divisione di polizia amministrativa della questura di Vibo per favorire il concorrente, attraverso false informazioni. L'accusa di corruzione è relativa invece al fatto che Michele Purita avrebbe versato a Mercadante somme di denaro per garantire l'assenza di controlli all'istituto di vigilanza di cui era legale rappresentante e relazioni favorevoli dopo gli accertamenti che toccavano alla polizia amministrativa.

Sono quattro gli arresti eseguiti questa mattina dalla squadra mobile delle polizia di Catanzaro per le accuse, mosse a vario titolo, di usura, corruzione, intestazione fraudolenta di beni e violenza privata aggravata da metodologia mafiosa.

Tra i nomi degli arrestati, tutti posti ai domiciliari dal gip, figura anche il nome di un poliziotto di Vibo Valentia, il sovrintendente Stefano Mercadante, di 49 anni.

Le altre tre persone fermate sono: Michele Purita, di 46 anni, Paolo Potenzoni, di 33,e Carmelo Barra, di 31 anni. La polizia ha anche notificato un obbligo di dimora.

(in aggiornamento)

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