Omicidio Luca Rosi: incidente probatorio per le due donne che hanno incastrato i killer

Iulian Ghirghita e Aurel Rosu

Oggi è il giorno dell'incidente probatorio chiesto dalla Procura di Perugia per fissare le testimonianze di Alina Agache e Bianca Bengescu, le due donne che hanno permesso agli inquirenti di identificare ed arrestare i tre responsabili dell'omicidio di Luca Rosi, il 38enne ucciso il 2 marzo nel corso di una rapina in villa a Ramazzano (PG).

Per quel delitto sono finiti in manette Iulian Ghiorghita, Aurel Rosu e Dorel Gheorghita, identificati proprio grazie alla collaborazione con le autorità di Alina e Bianca, rispettivamente prostituta amica di Ghiorghita ed ex fidanzata di quest'ultimo. La prima ha raccolto la confessione del giovane, che di fronte alla domanda "siete stati voi ad uccidere il bancario?" ha risposto di essere lui l'autore dell'omicidio, quello che ha sparato i cinque colpi di pistola.

Bianca, ex fidanzata di Iulian Ghiorghita, aveva deciso di collaborare con i militari dopo esser stata fermata all'aeroporto di Fiumicino mentre cercava di tornare in Romania con la figlia per paura di venir uccisa dal giovane. Lei ha raccontato di essersi trovata in casa, la mattina successiva al delitto, i tre romeni e di aver udito una conversazione in cui Aurel Rosu rimproverava Ghiorghita per aver ucciso Luca Rosi.

Da lì, visto il passato violento del giovane, la decisione di fuggire e sperare di non incontrarlo mai più. Scrive Umbria24:

Ai carabinieri Bianca ha detto di essere stata più volte picchiata e minacciata dal suo uomo. Le diceva che l’avrebbe uccisa se lei lo avesse tradito e se non gli avesse dato un figlio. Bianca non aveva idea che il suo uomo facesse rapine intorno Perugia. Sapeva che era stato in carcere in Romania, ma lui le diceva che «aveva smesso di fare stronzate».

Oggi le due donne ripeteranno le loro testimonianze davanti al gip Luca Semeraro, che le fisserà definitivamente in vista del processo, tutelandosi così da eventuali passi indietro delle due donne.

Alla banda viene contestato almeno un altro colpo, ammesso dallo stesso Ghiorghita durante il suo primo interrogatorio: lo stupro ai danni di una 50enne originaria del sud America, avvenuto il 4 febbraio scorso in una villetta di Resina, frazione di Perugia.

Per questi due episodi è finita in carcere anche un'altra persona, il rumeno Catalin Simionescu, accusato di aver fatto da basista ed autista accompagnando e andando a riprendere i banditi dopo il colpo.

Foto | Umbria24

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