Londra, caso delle tre donne segregate: liberi su cauzione gli aguzzini

Proseguono le indagini di Scotland Yard.

La coppia di sequestratori, che Scotland Yard ha precisato non essere di nazionalità britannica, è stata rilasciata su cauzione fino a gennaio. In questo periodo transitorio, gli inquirenti cercheranno di raccogliere più elementi e approfondire i dettagli di questa incredibile vicenda. L'accusa per i due soggetti è di riduzione in schiavitù e sottomisione a lavori forzati.

Triplo sequestro durato per trent'anni

Sono rimaste segregate per trent'anni in una casa a Lambeth, a sud di Londra, prigioniere di una coppia di 67enni. Si tratta di tre donne, una di 69 anni originaria della Malesia, una irlandese di 57 anni e una trentenne inglese, la cui vicenda è ancora più incredibile di quella delle tre ragazze segregate per dieci anni a Cleveland da Ariel Castro e due complici, e non solo per la durata incredibilmente lunga del sequestro.

Il salvataggio delle tre donne è avvenuto alcuni giorni fa, ma solo stamattina Scotland Yard ha arrestato i due aguzzini e reso noto il fatto. I contorni della vicenda sono ancora da chiarire, e questo si potrà fare solo quando i protagonisti della vicenda cominceranno a parlare, ma i due colpevoli (un uomo e una donna) non hanno ancora confessato, mentre le tre donne sono state ricoverate in stato confusionale.

Come spesso accade in casi del genere, nessuno stava cercando le tre donne, anche perché era passato molto tempo dalla sparizione. È stata una delle tre, ancora non è chiaro quale, che ha trovato il coraggio di chiamare l'organizzazione Freedom Charity dopo aver visto uno speciale televisivo sulle scomparse di giovani donne e i matrimoni forzati. Alla prima telefonate ne sono seguite altre, nelle quali le volontarie dell'organizzazione sono riuscite a rompere la resistenza delle tre donne, convincendole a uscire di casa (poiché avevano una relativa libertà di movimento).

Quando le tre sono uscite, hanno trovato la polizia a salvarle. A quel punto però ci sono voluti altri giorni per assicurare i due colpevoli alla giustizia. Ancora poco chiari i dettagli dei rapimenti, anche se la parte più raccapricciante riguarda la trentenne, che ha sempre vissuto segregata senza mai avere contatti con il mondo esterno. Non è chiaro se sia nata nella casa in cui è stata tenuta prigioniera, mentre sembrano non esserci rapporti di parentela tra le tre donne, né sono stati rinvenuti elementi che facciano pensare a violenze sessuali in atto

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