Omicidio Basile: i vicini di casa non hanno sentito nulla, omertà e silenzio?

Procedono ancora a rilento le indagini per scoprire gli assassini di Peppino Basile morto con 19 coltellate davanti alla sua villetta di via Nizza a Ugento (Lecce). Dopo il flop delle indagini sulla camicia insanguinata gli inquirenti hanno battuto la pista degli interrogatori, oltre 150 persone ascoltate.

Nel precedente articolo avevamo concluso parlando di omertà, ma ora sono gli stessi inquirenti ad instillare il dubbio delle tre scimmiette. Soprattutto i quattro vicini di casa di Peppino Basile sembrano cadere dalle nuvole: non hanno visto nulla, ma allo stesso tempo ammettono di aver sentito urla talmente forti da svegliarli. Non so voi, ma se mi svegliano urla nel pieno della notte la curiosità di sapere cosa stia accadendo, almeno quella, a me viene. Tanto più che la zona di Via Nizza era completamente illuminata in quel momento. Non vedono, non parlano, ma ci sentono benissimo dunque.

Il racconto dei vicini ascoltato dal magistrato Giovanni De Palma si ferma ancora prima di iniziare, così come gli altri 146 interrogatori effettuati. Si vocifera che Basile abbia urlato "Chi siete, che volete" dopo aver parcheggiato l'auto, ma non ci sono conferme ed il silenzio non aiuta di certo.

Via | il Paese Nuovo e Lecce Prima

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