Napoli, omicidio Pasquale Romano: ergastolo al camorrista Salvatore Baldassarre

Tutte le persone coinvolte nel delitto e arrestate nelle settimane successive all’omicidio del giovane sono state condannate oggi.

Prima serie di condanne per l’omicidio di Pasquale Romano, il 30enne ucciso per errore a Napoli il 15 ottobre dello scorso anno con 14 colpi di pistola.

Tutte le persone coinvolte nel delitto e arrestate nelle settimane successive all’omicidio del giovane sono state condannate oggi dal gup Francesco Cananazi al termine del processo che è stato celebrato con rito immediato. La pena più alta è quella inflitta all’esecutore materiale del delitto, Salvatore Baldassarre.

L’uomo ha confessato in aula poco prima che il gup si ritirasse in camera di consiglio e ha chiesto perdono ai familiari della vittima. Questo non è servito a fargli ottenere uno sconto di pena: è stato condannato all’ergastolo.

Giovanni Marino, il giovane che guidava l’auto sulla quale viaggiava il killer, dovrà scontare 18 anni e 8 mesi di carcere, mentre Anna Altamura, la basista che con un sms avvertì il killer che la vittima designata dell’agguato, Domenico Gargiulo, stava uscendo dal palazzo, è stata invece condannata a 14 anni di carcere.

Pene importanti anche per i due figli della donna, Carmine e Giovanni Vitale, condannati rispettivamente a 16 e 14 anni di carcere per il loro ruolo nel delitto.

Baldassarre, ritenuto affiliato al clan Abete-Abbinante-Notturno, avrebbe agito nell'ambito dei contrasti col clan dei Girati di via Vanella Grassi. Il vero destinatario dell'attentato, Domenico Gargiulo, era infatti un affiliato al clan contrapposto a quello degli Scissionisti, protagonisti della riaccesa faida di Scampia.

Tutti i condannati, ad eccezione di Baldassarre, hanno collaborato con gli inquirenti e contribuito alla chiusura delle indagini in breve tempo.

Foto | Facebook

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