Armi del clan dei Casalesi: 7 arresti nel casertano

Gli indagati si rifornivano di pistole e fucili presso un'armeria di Santa Maria Capua Vetere.

Sono sette le ordinanze di custodia cautelare, due in carcere e cinque ai domiciliari, eseguite questa mattina a carico di altrettante persone che dovranno rispondere dell’accusa di detenzione illegale, porto e cessioni di armi, con la contestazione dell'aggravante di aver favorito il clan camorristico dei Casalesi.

In particolare gli indagati avrebbero favorito la fazione Schiavone del clan, cioè quella facente capo al boss Francesco Schiavone detto Sandokan, detenuto in regime di 41 bis.

Il blitz odierno dei carabinieri arriva dopo mesi e mesi di indagini partite da un'inchiesta che a luglio del 2010 portò all'arresto del titolare di un'armeria di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) considerato vicino al clan.

Successivamente le dichiarazioni di diversi pentiti e il prosieguo dell’attività investigativa hanno permesso agli investigatori di accertare che in quell'armeria gli indagati reperivano le armi che servivano agli scopi dell'organizzazione di camorra.

Uno degli arrestati era l'armiere del gruppo fungendo da intermediario per l'acquisto di armi comuni con matricola abrasa, di pistole calibro 9X21 e di armi d’assalto e da guerra come fucili kalashnikov, pistole mitragliatrici Uzi e Skorpion CZ. L'inchiesta è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli.

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